Il mondo in clausura gioca con le carte della Modiano: balzo delle vendite online per la storica fabbrica di Trieste

Il presidente Stefano Crechici: «Ci siamo adeguati all’industria 4.0. Cresciamo in Usa, Germania e Cina»  

TRIESTE Nel mondo in quarantena sopravvive la piccola industria di nicchia, fabbrica di talenti e custode di antichi codici artigianali, come la fabbrica triestina di carte da gioco Modiano. Fondata nel 1868 da Saul David Modiano, un protagonista della Trieste emporiale nei traffici con l’Oriente, l’azienda è famosa per avere illustrato i manifesti delle grandi società di navigazione come il Lloyd Austriaco nonché simbolo della cartellonistica italiana con grandi nomi come Marcello Dudovich. L’attività è proseguita di generazione in generazione sino al 1987, anno in cui Modiano, divenuta un’icona dell’industria triestina, è stata acquisita dalla Grafad della famiglia Crechici.

La famiglia Modiano non voleva infatti assolutamente vendere ad aziende non triestine e tantomeno a un concorrente disperdendo il patrimonio dell’azienda.


Oggi la Modiano resta una realtà affermata del settore e si afferma come simbolo di resilienza di fronte alla crisi della pandemia grazie alle sue carte da poker, burraco, ramino, briscola vendute soprattutto attraverso i canali online e Amazon con il 60% della produzione destinato all’estero compresi i preziosi e artistici tarocchi. Il presidente Stefano Crechici(amministratore delegato è il padre Guido Crechici, 87 anni) ha avvertito il cambiamento quando in pieno lockdown si è trovato in casa a giocare a carte con i suoi due figli: «In tutto il mondo la clausura forzata ha cambiato la concezione del tempo riavvicinando le famiglie con i giochi tradizionali. Carte e giochi da tavolo stanno attraversando un vero e proprio boom grazie anche all’e-commerce. Noi abbiamo avuto molte richieste dall’estero, soprattutto dalla Germania (3 milioni di pezzi per un gioco da tavolo tradotto in venti lingue), Olanda e Spagna». Di fatto si è interrotto solo il mondo dei Casinò sottoposti ovunque a fermo totale e dove si è interrotta la fornitura di carte. Modiano ha attraversato la crisi aggiornando i macchinari all’era dell’industria 4.0: «Siamo connessi in tempo reale alle richieste produttive dei nostri clienti e riusciamo a produrre 12-15 milioni di pezzo l’anno per i mercati di tutto il mondo, dall’Europa alla Cina all’Asia». Una sessantina di dipendenti, l’azienda non ha mai interrotto la produzione durante il lockdown salvo alcune fasi di rallentamento forzato e proseguirà l’attività anche in agosto: «Una parte importante del business riguarda la produzione delle carte per i tarocchi grazie alle richieste che provengono dai nostri clienti negli Stati Uniti. Le stime di crescita del fatturato per quest’anno, dopo un primo semestre positivo nonostante il lockdown, mantengono il trend degli ultimi due anni e si valutano intorno ai 9 milioni». L’azienda lavora con sei linee produttive, dal foglio al mazzo finito, ed esporta in un centinaio di Paesi in tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti: dalle carte da gioco alle carte per i giochi di famiglia come Monopoli e Trivial Pursuit. Le carte da gioco vengono stampate con macchinari offset fra i più moderni e nei reparti produttivi domina l’automazione. Oggi è l’unica realtà indipendente del settore assieme alla Piatnik di Vienna: «Si può dire che manteniamo alto il vessillo della Mitteleuropa grazie anche alle nostre origini asburgiche». Nel resto del mondo ci sono poi la belga Carta Mundi e i giapponesi di Angel che servono il mondo dei Casinò e l’Asia.

Il cliente più importante? «É un grosso editore americano di tarocchi e carte speciali. Abbiamo acquisito nuovi clienti in Olanda e in Spagna dove produciamo carte con una sovrastampa che si sente al tatto. Di recente ho partecipato a una grande fiera in Cina e ho percepito grande interesse». Modiano è sinonimo di arte e prodotti di qualità che cresce grazie alla diversificazione soprattutto all’estero: «Con gli investimenti nei macchinari siamo riusciti a migliorare la nostra efficienza produttiva diventando più flessibili».

L’Italia, dove la paralisi del mercato è stata totale, ha sofferto molto funzionando di fatto solo l’e-commerce: «É stato un momento difficile per tutti ma non abbiamo mai chiuso grazie a speciali codici Ateco aperti per la cartotecnica».

Crechici, che è anche vicepresidente di Assografici nazionale, è convinto che il mondo in quarantena continuerà ad appassionarsi ai tarocchi e ai giochi da tavolo: «La nostra azienda in zona industriale è la punta avanzata di un distretto della grafica e della carta che a Trieste può contare su altre realtà importanti come la Sadoch. Questa è una città che puà rinascere proprio grazie all’eccellenza produttiva». La nuova way of life della piccola industria triestina continua anche in lockdown. —


 

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