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Trieste verso l'intesa con Alitalia: due voli per Roma

Trattativa in corso per due decolli al giorno dallo scalo di Ronchi

TRIESTE La trattativa tra Trieste Airport e Alitalia si era complicata, ma mai chiusa. E, anche se con un ritardo di un paio di settimane, pare essere ora in dirittura d’arrivo, con conseguente possibilità per i passeggeri del Friuli Venezia Giulia di volare da Ronchi su Roma e ritorno a partire dalla seconda metà di luglio. Con due collegamenti giornalieri, è la richiesta dei vertici dello scalo.



Ieri, dopo l’attrito della scorsa settimana, con tanto di comunicato della compagnia a far sapere di avere ricevuto dal gestore Fvg una quotazione tariffaria per il riavvio dei collegamenti «incomprensibilmente» più elevata, il presidente Antonio Marano e l’amministratore delegato Marco Consalvo hanno incontrato Giancarlo Zeni, direttore generale di Alitalia, e riaperto un dossier che era stato già chiuso, ma che la compagnia aveva improvvisamente congelato. L’intesa, sulla base di una riduzione delle tariffe, prevedeva un volo su Fiumicino dall’1 luglio, tre voli dal marzo 2021 e quattro dal marzo 2022.

Alitalia, sulla base delle analisi dei suoi tecnici - e in particolare di una valutazione con il commissario Giuseppe Leogrande fondata su una valutazione molto prudente della ripresa dei traffici post-Covid - ha chiesto a Trieste Airport un ulteriore avvicinamento alle aspettative romane sul fronte tariffario. Marano e Consalvo non hanno rifiutato, ma hanno anzi colto l’opportunità per un ragionamento sul prodotto.



«Chiediamo che l’offerta sia da subito competitiva», riassume l’ad nel rendere noto che l’obiettivo della società, come anche dell’amministrazione regionale, dell’economia e dei residenti Fvg, è di avere da subito non uno, ma due collegamenti sulla capitale, uno al mattino e uno nel pomeriggio. Gli orari? Anch’essi oggetto di una trattativa che è stata riaggiornata a lunedì e che nella prima metà della prossima settimana si dovrebbe chiudere favorevolmente, almeno così trapela. A quel punto si tratterà di iniziare a vendere la tratta e verosimilmente il primo decollo su Fiumicino dopo il coronavirus potrebbe essere fissato subito dopo il 15 luglio. —


 

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