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Contratto a un passo dalla firma: i lavori per il tram di Opicina pronti a partire a luglio

Il Comune attende le ultime carte per dare alla Felix di Bologna le chiavi del cantiere per binari, traversine e marciapiedi

TRIESTE Lungo la tortuosa salita che il tram deve affrontare per poter tornare a marciare sul suo storico tragitto che va da piazza Oberdan a Opicina, a quattro anni dal tristemente famoso incidente che l’ha bloccato, s’intravvede la luce. La Fenix Consorzio Stabile di Bologna - la ditta che ha vinto l’appalto previsto dal bando-bis dopo che la prima gara era stata bloccata da ricorsi e gravi intoppi burocratici - sta infatti per firmare il contratto.

Lo farà dopo aver presentato le ultime carte al Municipio (dovrebbe trattarsi di un pro- forma) e a quel punto, più o meno tra un mese, potrà aprire il cantiere. I lavori in questione riguardano il rinnovamento di traversine e binari e il rifacimento dei marciapiedi delle fermate. Uno step richiesto dall’Ustif, braccio operativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrà collaudare l’opera una volta che sarà terminata. Solo allora, in effetti, ci si potrà concretamente attendere di rivedere in moto la funicolare. Ma quando potrebbe ripartire? Presumibilmente a fine anno. Dal Municipio però nessuno si azzarda a ipotizzare una data.



L’unica certezza è - per l’appunto - che, non appena il Comune riceverà in queste settimane alcuni documenti riguardanti l’impresa incaricata, potrà poi procedere con la stipula vera e propria del contratto. I lavori (responsabile unico del procedimento è l’ingegner Luigi Fantini, che ha sostituito il collega Enrico Cortese, mentre direttore dei lavori è l’ingegner Roberto Carollo) potranno così partire nella seconda metà di luglio. Ci vorranno a quel punto quattro mesi per eseguire il rinnovo dell’armamento di tre tratti della trenovia e perrifare i marciapiedi, a un costo di 888.376 euro, al cui finanziamento il Comune partecipa con 200 mila euro, mentre la quota rimanente dell’appalto è garantita dai tre milioni e rotti stanziati appositamente dalla Regione.

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Il lotto che sta per essere avviato, previsto secondo un progetto approvato proprio dall’Ustif, riguarda i segmenti tra la chiesetta di Cologna e la fermata di Banne e dall’Obelisco al deposito di Opicina. Oltre al rinnovo di binari e traversine, verranno inoltre realizzati dei marciapiedi più alti e provvisori, sulla falsariga di quello di piazza Oberdan, per garantire una maggiore accessibilità nella salita e nella discesa dal tram, dato che in alcuni punti c’è un dislivello di circa 30-40 centimetri. Verranno pure eseguiti dei percorsi tattili per le persone ipovedenti e delle rampe per i disabili, ma in questo caso non in tutte le fermate: via Romagna e Vetta Scorcola non sono raggiungibili dalle carrozzine. Con la Soprintendenza verrà decisa la rifinitura finale dei materiali.



A questo proposito, entro un mese verrà messo in gara un altro lotto (direttore dei lavori in questo caso è l’architetto Sergio Russignan) del valore di 850 mila euro, per completare tutte le fermate, gli accessi ai sentieri e i piccoli cancelli. Il pacchetto comprende delle verifiche idrogeologiche sui costoni e il controllo di eventuali massi pericolosi, interventi che potranno essere eseguiti anche dopo che il tram avrà ripreso a funzionare e che non sono quindi ostativi al riavvio della linea. Nel frattempo, però, terminato il primo lotto, seguiranno le verifiche e i collaudi in loco da parte dell’Ustif. Con più di tre milioni regionali sono stati programmati ulteriori interventi di potenziamento, tra cui la revisione delle linee di contatto.

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Si è quindi in dirittura d’arrivo, alla luce dei fatti, dopo un percorso costellato di insidie. Le ultime, gravi, si erano registrate quando, lo scorso autunno, era stata istituita la prima gara su invito per traversine, binari e fermate. Non essendo stata invitata a partecipare, la Se.Ge.Co. di Roma aveva presentato opposizione prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Entrambi i ricorsi erano stati però respinti. Si era poi scoperto che sulla triestina Juliafer srl, che aveva presentato l’unica proposta accolta su 14 ditte invitate, pendeva una procedura penale per istigazione alla corruzione a carico del responsabile. Ecco, dunque, che si è dovuta bandire una nuova gara, il cui esito ora è noto e, si spera, si confermerà più fortunato. «Auspico che, firmato il contratto, riusciremo in breve tempo a veder partire finalmente i lavori sulla linea – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi – visto che è stato complicato arrivare alla loro esecuzione, per una serie di motivazioni che tutti purtroppo conoscono. Spero quindi che questa sia la volta buona. Incrociamo le dita».—


 

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