Pororosega, perse la gamba dopo essere stato travolto da sbarre d’acciaio: mezzo milione all’operaio

Matteo Pisino, 25 anni, risarcito dalla Midolini. Al procedimento penale il responsabile tecnico patteggia 2 mesi e 15 giorni

MONFALCONE Era rimasto vittima di un infortunio sul lavoro durante le operazioni di sbarco di un carico di billette, sbarre d’acciaio, nel porto di Monfalcone. Il giovane, Matteo Pisino, all’epoca di 25 anni, nato a Trieste, aveva riportato una serie di fratture a un piede. Successivamente erano subentrate complicazioni che avevano reso necessaria l’amputazione fino alla parte inferiore della gamba.

Era accaduto il 19 novembre 2014, quando il giovane era alle dipendenze dell’impresa Midolini Fratelli Spa. Lo scorso anno è intervenuta la transazione, l’assicurazione della società ha risarcito il lavoratore, a fronte di una somma di 500 mila euro. Pisino, rappresentato allora dall’avvocato Alfredo Antonini del Foro di Trieste, era pertanto uscito dal procedimento penale.



Procedimento che lo scorso martedì, al Tribunale di Gorizia, si è aperto con l’udienza filtro. Chiamati a rispondere di lesioni personali colpose in cooperazione Andrea Nicoloso, 55 anni, in qualità di responsabile della prevenzione e sicurezza aziendale, Marcello Gobessi, 63 anni, quale dirigente di fatto, addetto alla gestione tecnica dell’impresa, nonché, in ordine alla responsabilità degli enti, la società Midolini. Per tutte le posizioni la difesa è stata assunta dall’avvocato Luca Ponti, del Foro di Udine. La prima udienza, martedì, davanti al giudice monocratico Concetta Bonasia, è stata contrassegnata dal patteggiamento per Gobessi, 2 mesi e 15 giorni, con la sospensione condizionale della pena. In virtù del patteggiamento, in base al Codice di procedura penale, il procedimento si è chiuso, pertanto per le altre due posizioni, quella di Nicoloso e della società, che hanno deciso di affrontare il processo, è stata fissata l’udienza del 15 luglio prossimo, davanti ad altro giudice.

Veniamo al fatto. Matteo Pisino, all’epoca dipendente della ditta con mansioni di apprendista carrellista e gruista, quel 19 novembre del 2014, era alle prese con le operazioni di sbarco del carico di billette, in qualità di capo squadra, all’interno della stiva della motonave Dayahay, in banchina a Portorosega. Era lui dunque a dare le direttive in ordine alla gestione dello sbarco del materiale di acciaio. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Valentina Bossi, il lavoratore stava continuando a impartire le disposizioni operative via radio al gruista, dopo che era già stato sbarcato circa metà del carico. In quel frangente era in corso lo spostamento, con il carrello elevatore, di una catasta di billette, da posizionare centralmente nel consentire lo sbarco.

Pisino, tra il carrello e la catasta, aveva quindi iniziato anche a dare indicazioni al carrellista affinché provvedesse a “agganciare” adeguatamente il fascio di acciaio. Così facendo era salito sulle billette e nel momento in cui il carrellista aveva avviato la manovra muovendo il materiale di acciaio, il giovane nel saltare a terra, per poi spostarsi rispetto all’area dell’operazione, era stato invece urtato al piede sinistro dalle billette cadendo in malo modo. Il piede aveva subito un trauma da schiacciamento, oltre ad una serie di fratture. Con le complicazioni subentrate, s’era proceduto alla necessaria amputazione dell’arto inferiore, fino sotto il ginocchio.

Alla Midolini e Nicoloso la pubblica accusa contesta la violazione delle norme di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, non avendo «individuato la specifica procedura contenente le misure da realizzare», nonché i ruoli dell’organizzazione aziendale. A Gobessi era stato in particolare contestato l’affidamento a Pisino del compito di capo squadra, in riferimento all’inquadramento contrattuale di apprendista. A questo punto il prossimo 15 luglio partirà il processo nei confronti di Nicolosi e della società Midolini, davanti ad altro giudice, con la prima udienza filtro.—

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