Coronavirus, il centrodestra Fvg stoppa l’inchiesta interna su contagi e decessi

Bocciata in aula la proposta delle opposizioni. Fedriga: «Inutile provocazione». E la giunta annuncia 25 milioni per 45 residenze che assistono gli anziani

TRIESTE La Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Fv g non si farà. Il centrodestra ha bocciato ieri in Consiglio regionale la mozione presentata da tutte le forze d’opposizione. La seduta è stata segnata da dure polemiche tra i partiti di minoranza e la giunta, che nel corso della giornata ha annunciato lo stanziamento di 25 milioni a 45 strutture residenziali per anziani e disabili, a copertura di tutte le domande effettuate sul bando annuale.



L’idea di una Commissione d’inchiesta è stata bollata come «una provocazione» dal presidente Fedriga, che ha sottolineato come «il Fvg mostri i migliori dati del Nord» e come l’iniziativa sia un atto «ingeneroso e controproducente» per l’immagine del territorio all’estero, «nel momento in cui ci apprestiamo a richiamare i turisti nella nostra regione, mentre possiamo dire che qui da noi non c’è da avere paura». Fedriga ha ripercorso le statistiche su mortalità, ricoveri in terapia intensiva, contagi e tamponi e ha ricordato le critiche ricevute per aver ordinato la chiusura anticipata delle scuole e aver reso obbligatoria la mascherina: «Abbiamo preso decisioni difficili sulla vita delle persone e subito gli attacchi di chi criticava dal divano».

La richiesta di istituire un organismo di indagine in piazza Oberdan è stata avanzata dal grillino Andrea Ussai e sostenuta da tutti gli altri partiti della minoranza, in una saldatura che ormai è sempre più chiara tra centrosinistra, M5s e Patto per l’autonomia. «Vorrei ricordare – ha esordito Ussai – i cittadini che hanno perso la vita a causa del Covid e ringraziare gli operatori sanitari. La mozione vuole essere un momento di approfondimento e trasparenza, ad esempio sul caso di Trieste, dove si è registrato il 45% dei contagi, oltre metà dei decessi e la maggior parte degli operatori colpiti dal virus. È necessario inoltre conoscere cos’è successo nelle strutture per anziani e chiarire il caso della nave ospedale».

Gli animi si sono scaldati all’istante, in particolare sul tema della trasparenza della giunta. Il dem Roberto Cosolini ha denunciato che «nelle audizioni l’assessore Riccardi non ha risposto a molte domande e non si sa quali tecnici abbiano seguito l’idea della nave né perché non siano stati coinvolti gli albergatori o non sia mai stato messo in campo il famoso piano B sulle case di riposo». La difesa dell’assessore è arrivata per prima dal suo partito: secondo Mara Piccin «la richiesta è inaccettabile: non c’è alcuna forma di approfondimento ma volontà di inquisire qualcuno e mai è stata negata al Consiglio la possibilità di confrontarsi sul tema», con tre riunioni della Terza commissione alla presenza di Riccardi. Ma per il Pd Sergio Bolzonello «le commissioni non sono state convocate in modo corretto», né l’opposizione ha mai digerito l’audizione del vicepresidente e dei vertici dell’Azienda sanitaria triestina interrotta per “pausa pranzo” e mai ripresa.

Per Riccardi però «parlano i dati, non le strumentalizzazioni. E non è stata solo fortuna: qui non prendiamo lezioni e in piena emergenza il presidente non ha speso una sola parola contro il governo, proprio quando mancavano i dispositivi di protezione» per il personale sanitario, che la Regione ha acquistato in proprio per l’87%, senza che la gestione della Protezione civile nazionale riuscisse a soddisfare le richieste del Fvg. La Commissione d’inchiesta ad ogni modo non comincerà mai i lavori, «al contrario di quanto si è deciso in Veneto, Lombardia e Liguria», ha attaccato Ussai prima del voto negativo.

Prima delle polemiche la giunta ha comunicato l’approvazione della graduatoria del bando annuale per i finanziamenti di opere di ristrutturazione nelle case di riposo pubbliche e private. Non si tratta di opere destinate a migliorare la capacità di isolamento all’interno delle singole realtà, ma pensate per il miglioramento antisismico, l’abbattimento di barriere architettoniche e l’adeguamento dell’antincendio e degli aspetti antinfortunistici. A disposizione ci sono 25,4 milioni, di cui 3,7 destinati a 11 strutture per disabili e 21,7 a 34 a realtà che ospitano anziani. Tra i beneficiari triestini e isontini figurano l’asp Pro Senectute (200 mila), l’Istituto Rittmeyer (un milione), l’asp Itis (un milione), Casa Emmaus (427 mila), l’onlus La Fonte (21 mila) e i Comuni di Gorizia (1 milione), Muggia (118 mila) e Gradisca (100 mila).—


 

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