Casa Francol, flop annunciato. Nessuna busta al Comune di Trieste

Casa Francol in Cittavecchia: l’obiettivo del bando andato deserto era di trasformarla in casa vacanze

Il project financing da 4,5 milioni non convince il mercato. La londinese Oyrone manderà una proposta a parte. Monticolo e Urban confermano il loro disimpegno

TRIESTE «Niente di niente», sibila Riccardo Vatta, dirigente degli appalti & contratti comunali, avendo mestamente rilevato ieri mattina l’assoluta assenza di riscontri sul bando di project financing per la riqualificazione di casa Francol e adiacenze in via Crosada.

Nel futuro di via Crosada una piazza "green"



L’obiettivo del Comune era trasformare il vecchio rudere in casa vacanze, edificare a fianco nello spazio cosiddetto Umi 13, risistemare a verde il piazzale (l’ex parcheggio comunale), realizzare una nuova salita verso San Silvestro. Risorse necessarie per il partenariato pubblico-privato: circa 4,5 milioni di euro (Iva inclusa) con una partecipazione municipale pari a 1,3 milioni residuati dal piano Urban di fine anni ’90. Il progetto è di iniziativa pubblica ed è stato redatto dall’architetto Fulvio Urbano Bigollo.



Si trattava di un bando a lunga scadenza, perchè emesso il 13 novembre dello scorso anno e prolungato fino a ieri, rispetto all’originaria scadenza del 23 marzo. Ma la proroga non è bastata: otto mesi trascorsi, a eccezione di una trascurabile richiesta di informazioni, nella quasi totale indifferenza del mercato, quell’ultimo lembo di Cittavecchia non ha stimolato la fantasia (e il portafoglio) degli investitori.



Anche la londinese Oyrone Ltd, società nata nel 2016 con la generica finalità di combinare affari e vacanze che tramite l’architetto Elisa Fedrigo si era appalesata ai primi di marzo, ha fatto sapere che, nonostante la proroga trimestrale, non avrebbe presentato offerte sul bando ma si sarebbe riservata una propria autonoma proposta nelle prossime settimane. Enrico Conte, il direttore dei Lavori Pubblici che segue il fascicolo, non rititerà e non ritoccherà il testo novembrino: aspetta di vedere cosa gli farà avere da Londra l’amministratore delegato Elsa Nory Ossa .

La piazza triestina, dopo qualche entusiasmo iniziale (vedasi le 5 manifestazioni di interesse presentate nella primavera 2018), è rimasta fredda. I due imprenditori, che sembravano pronti ad accettare la sfida di una riqualificazione attesa da decenni, erano l’edile-impiantista Andrea Monticolo e l’albergatore Manuel Costantin, allontanatisi però dopo aver verificato l’impraticabilità economica del bando. Per quattro ragioni: Umi 13, l’edificio da costruire ex novo di fianco a Francol, resterà di proprietà comunale; le stanze della casa vacanze hanno la cucina che ingombra; il verde elimina 30-40 posti auto determinanti per rendere competitiva l’area; troppo breve la concessione di 32 anni per ammortizzare i 3 milioni di investimento privati.

Nel frattempo Monticolo e Costantin non hanno cambiato idea: addio casa Francol. «Il Comune ha perso il momento favorevole - dice Monticolo - e per me Francol non è una priorità. Ho in piedi i project financing sul Mercato coperto e sulla piscina terapeutica, ne sto definendo un altro sul Mercato ortofrutticolo. Speriamo che non abbiano la stessa sorte di Francol!». —


 

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