Contenuto riservato agli abbonati

Trieste, ufficiale l’interesse di Invimit per l’acquisto di palazzo Carciotti

La facciata anteriore del neoclassico palazzo Carciotti

Entro settembre comunicherà le sue decisioni. Intanto il Comune s’impegna a non avviare trattative

TRIESTE I firmatari della petizione contraria alla vendita di palazzo Carciotti trattengano il respiro: in dissolvenza sul Canal Grande appare un potenziale acquirente... Ma no, in realtà è assolutamente prematuro parlarne: comunque Invimit, confermando quanto riportato lo scorso 20 marzo, ha confermato l’interesse per il grande edificio neoclassico.

Buona conoscitrice di Trieste (vedi palazzi Artelli e Dettelbach), ha chiesto di fatto un “congelamento” di eventuali trattative che si dovessero manifestare in questi mesi, perché entro metà settembre la “sgr” afferente al ministero dell’Economia e delle Finanze farà sapere al Comune le proprie decisioni riguardo l’acquisto o meno dell’immobile.


A dimostrare che l’istituto di via Quattro Novembre, a due passi dal Quirinale, intende far sul serio, nel pomeriggio di ieri l’altro si è svolto un lungo sopralluogo al Carciotti, al quale hanno partecipato alcuni esperti provenienti dalla Capitale, allo scopo di verificare in diretta gli elementi di attrazione e di criticità relativi a un asset tanto affascinante quanto impegnativo.



Il Comune, reduce dall’infelice quaterna di aste andate deserte, ha raccolto la proposta della “sgr” e ne attenderà il responso. Gli investimenti Invimit debbono caratterizzarsi per una ricaduta “sociale”, quindi l’opzione alberghiera, che finora è stata la più battuta (a parole), non è affatto scontata. Il trimestre estivo sarà utilizzato per comprendere in quali termini potrà essere interpretata la riconversione dello stabile, che, nato alla fine del XVIII come residenza e magazzinaggio, è divenuto nel tempo un contenitore di pubblici uffici.



E quale può essere un investimento immobiliare non esclusivamente speculativo, tale da contenere una finalità “sociale”? Ci sono due tendenze, di origine britannica, che vanno di moda in questa stagione: una destinazione a “studentato” di fascia medio-alta, che riesca a soddisfare non solo il giovanotto discente ma anche il ricercatore/docente in temporanea trasferta; una destinazione a struttura residenziale per anziani dotati di buon reddito, nella quale, accanto agli appartamenti, verrebbero organizzati servizi medici, fisioterapeutici, palestre, ecc. Di riffe o di raffe, tra una cosa e l’altra, la “resurrezione” del Carciotti è difficile che scenda sotto i 50 milioni.



Lorenzo Giorgi, in qualità di assessore all’Immobiliare, segue con attenzione la vicenda. Sulla quale fissa la prioritaria coordinata dell’amministrazione: «Ho mandato dal sindaco Dipiazza di non scendere sotto l’attuale quotazione di 14,9 milioni di euro. Ricordo che nell’estate del 2018 eravamo partiti da una stima di 22,7 milioni. In autunno, quando il Piano del centro storico verrà approvato, il proprietario del Carciotti avrà a disposizione uno strumento urbanistico più flessibile, che consentirà un maggiore livello di intervento nella ristrutturazione degli interni. E che accrescerà il valore del palazzo». Avviso ai naviganti: non tiriamo sul prezzo.


Dipiazza aveva scommesso già due anni fa sulla vendita e la messa a rendita dell’intero palazzo, mentre il predecessore Roberto Cosolini, pur promuovendo l’alienazione del bene, l’aveva condizionata a un parziale utilizzo museale (la facciata anteriore). Un anno fa la Soprintendenza, su richiesta dello stesso Comune, aveva dettato alcune prescrizioni per chi avesse intenzione di mettervi mano: pavimenti lignei e lapidei, stucchi, stufe, camini, opere artistiche di Antonio Bosa e di Giuseppe Bernardino Bison. —


 

Video del giorno

Sciopero dei portuali a Trieste: inizia il secondo giorno di protesta

Gallinella su purea di zucca, patate croccanti e cavolo riccio

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi