Treno deragliato ad Aurisina, la circolazione ferroviaria è ripresa alle 20

Si muove la Procura: aperto un fascicolo a Trieste per accertare dinamica e causa dello smottamento. Tecnici tutto il giorno al lavoro per la messa in sicurezza. Prima è stata riaperta la linea, poi, in serata, sono ripartiti i convogli

TRIESTE La linea ferroviaria Monfalcone-Trieste, interrotta improvvisamente lunedì pomeriggio dopo l’incidente del treno deragliato nei pressi della Stazione di Bivio d’Aurisina, è stata riaperta nel corso della giornata di oggi, 24 giugno. Alle 20 i treni hanno cominciato a circolare di nuovo.

Per arrivare a questo risultato, le squadre di tecnici hanno dovuto prima sgomberare i binari dai massi franati e mettere in sicurezza la parete rocciosa sovrastante. Non ci sono state vittime né feriti, ma la Procura ha comunque aperto un fascicolo per accertare l’esatta dinamica del fatto e se ci siano responsabilità sullo smottamento.



Ciò che si sa, al momento, è che si trattava del regionale 20989 (Etr 563) proveniente da Udine, con a bordo 22 passeggeri rimasti fortunatamente illesi. Il convoglio viaggiava in direzione Trieste. Ma a velocità ridotta, certamente sotto i 100 chilometri orari visto che aveva appena lasciato alle spalle la Stazione di Bivio d’Aurisina. Il macchinista, non appena si è accorto della presenza del cumulo di sassi sulla ferrovia, ha tentato di frenare. Ma l’impatto con i detriti è stato inevitabile e le prime due ruote della carrozza di testa sono uscite dai binari rovinando sulla massicciata, verso il binario parallelo.

Il treno deragliato ad Aurisina subito dopo l'incidente

Uno “sviamento”, questo il termine tecnicamente più appropriato, che ha comportato seri danni alla vettura. Nessuna persona coinvolta, come detto, è rimasta ferita, ma il macchinista, visibilmente sotto choc, e il capotreno sono stati comunque portati all’ospedale di Cattinara per accertamenti. Il primo, molto scosso, è stato tenuto sotto osservazione, mentre l’altro è stato dimesso dal Pronto soccorso quasi subito.



Sul posto, poco dopo l’incidente, sono giunti anche i Vigili del Fuoco del Comando di Trieste che, oltre a occuparsi dei rilievi, hanno collaborato alle operazioni di trasbordo dei passeggeri fino a sera.



I lavori sul punto dell’incidente ieri sono andati avanti per tutta la giornata. Dovrebbero finire oggi, salvo intoppi. L’intervento per la rimozione del convoglio, invece, si è già concluso nel corso della notte tra lunedì e martedì. Il treno è stato portato verso le 5.40 in officina a Trieste per le riparazioni. «Al momento – spiega Rfi – il nostro personale e quello di una ditta specializzata in operazioni in quota stanno svolgendo verifiche sulla linea per mettere in sicurezza la parete rocciosa che la costeggia». Non risultano invece danni all’infrastruttura ferroviaria.

Le squadre hanno intenzione di concludere le operazioni il prima possibile, in modo da evitare ulteriori disagi alla circolazione ferroviaria. Sta lavorando circa una ventina di addetti, tra i rocciatori della ditta specializzata e i tecnici di Rfi. Gli esperti devono analizzare la parete punto per punto, in modo da scongiurare altri pericolosi crolli.

Ma non va verificata solo l’area interessata dallo smottamento, bensì anche il costone limitrofo. Perché è possibile che si stacchino altri pezzi di pietra. Va testata la stabilità della roccia. È prevista anche l’installazione di alcune reti metalliche protettive: reti “paramassi”, simili a quelle che si vedono lungo la Strada Costiera. Non prima però di aver staccato i pezzi ritenuti pericolanti.

Treni fermi e stazione deserta a Trieste dopo il deragliamento



Un intervento tutt’altro che rapido e semplice. Di qui l’impossibilità di programmare un orario preciso per la chiusura del cantiere e la ripresa del regolare servizio ferroviario. Nel frattempo continua a funzionare il trasporto con il bus-navetta per i collegamenti tra Monfalcone e Trieste: chi deve prendere il treno dal capoluogo può recarsi regolarmente in Stazione centrale all’orario indicato e salire sull’autobus sostitutivo per il trasporto a Monfalcone, da cui vengono fatti partire i convogli per le destinazioni desiderate. Così viceversa: i treni diretti a Trieste si fermano a Monfalcone. Per raggiungere il capoluogo, anche in questo caso, è previsto il bus-navetta.

Inevitabili i disagi per i viaggiatori. Ma l’interruzione della linea, come conferma il commissario straordinario dell’Authority portuale triestina Mario Sommariva, sta provocando pesanti contraccolpi pure alla logistica dello scalo. —




 

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