Galleria Bombi nel degrado, la rabbia dei commercianti a Gorizia

Il “regno” dei vandali fra scritte spray, infiltrazioni e usata come un orinatoio. Finita nel cassetto la riapertura al traffico, la zona chiede più manutenzione

GORIZIA Era il maggio di un anno fa. E imperversava il dibattito sulla riapertura al traffico di Galleria Bombi con l’amministrazione comunale che, allora, pareva essere determinata a riaprire il tunnel alle vetture indistintamente e in entrata a piazza Vittoria. Seguirono raccolte di firme e prese di posizione contrarie che, alla fine, portarono il sindaco Ziberna e la sua giunta a rallentare un intervento che pareva immediato. Tant’è che c’era anche uno stanziamento da 550 mila euro con il nullaosta (per nulla scontato) con prescrizioni della Soprintendenza all’archeologia, alle belle arti e al paesaggio. Nessun ostacolo sembrava frapporsi, dunque. Ma, alla fine, l’intervento evidentemente non viene più considerato prioritario.



E, oggi, Galleria Bombi è, più che mai, preda del degrado, nonostante un intervento (effettuato ai tempi della giunta Romoli) che riportò un po’ di luce in fondo al tunnel con rivestimenti, piccole grondaie, una ciclabile interna con dei mini-birilli gialli a delimitarla. Le pareti, poi, erano diventate luminose e linde facendo diventare la Galleria un luogo quasi ospitale. Ma basta fare una passeggiata oggi nella struttura per scoprire come sia oggetto di un invecchiamento precoce.



Se ne sono accorti anche i commercianti che gravitano su piazza Vittoria e non sopportano di vedere una delle entrate al “salottino” in quelle condizioni. Le pareti, dopo le recenti piogge, sono preda di continue e copiose infiltrazioni. E, evidentemente, più di qualcuno utilizza il tunnel come toilette visto che ci sono pozzanghere di urina con la conseguente e caratteristica puzza. «Si metta mano alla Galleria Bombi - l’appello di un gruppo di commercianti -. C’erano parecchi progetti per questo luogo ma sono tutti evaporati. Non v’è traccia di iniziative, esposizioni e quant’altro al suo interno».

Anche il cordolo giallo che delimita la zona ciclabile e pedonale dalla corsia riservata alle auto è in condizioni a dir poco pessime. C’erano una volta i famosi paletti catarifrangenti di colore giallo che non esistono praticamente più. Due sono i casi: o sono stati staccati da qualche vandalo e hanno subito il contatto degli pneumatici delle vetture autorizzate di passaggio. I muri, in questo periodo, sono ancor più preda dell’umidità e delle infiltrazioni. Ma, nonostante tutto, i writers persistono a utilizzare le parti asciutte delle pareti quasi fossero delle tavolozze o delle tele in cui sfogare la propria “arte” fatta di parolacce, improperi, slogan e messaggi più o meno amorosi. Sì, effettivamente i vandali continuano a farla da padroni. E quelle scritte in mezzo alle infiltrazioni rendono il colpo d’occhio ancora più triste.

«Quello delle infiltrazioni è un problema che, purtroppo, avevamo messo in conto - disse in tempi non sospetti l’amministrazione comunale, ancora quella precedente -. L’unica alternativa era di quella di ricoprire con pannelli metallici l’interno della galleria: non l’abbiamo fatto perché ciò avrebbe comportato un esborso notevole di denaro. Comunque, non è nulla di preoccupante: la stabilità della galleria non è minimamente compromessa dall’acqua». Ma, intanto, il tunnel langue.

E più di qualcuno auspica vengano individuati i soldi per un bel intervento di manutenzione. —

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