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In arrivo da Roma 3 milioni ai Comuni per garantire i corsi dei centri estivi

Definito il riparto dei 150 milioni per servizi alle famiglie.  A Trieste la cifra più alta della regione: 450 mila euro

TRIESTE Vale poco meno di 3 milioni di euro il riparto nazionale dei fondi per i centri estivi del Friuli Venezia Giulia. La quota più alta va ai Comuni capoluogo, su un totale di 201 amministrazioni beneficiate. Trieste porta a casa 453.322 euro, Udine 233.616, Pordenone 133.265 e Gorizia 77.943. Al quinto posto Monfalcone con 76.040 euro.

L’intesa, sancita in Conferenza unificata Stato-Regioni, riguarda i 150 milioni del fondo per le politiche della famiglia previste nel Dl Rilancio, la maggior parte dei quali, 135 milioni, sarà destinata ai Comuni per potenziare i centri estivi diurni, i servizi socio-educativi e i centri con funzioni educative e ricreative per bambine e bambini di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi che vanno da giugno a settembre. I restanti 15 milioni verranno successivamente trasferiti sempre ai Comuni tramite avviso pubblico per progetti volti a contrastare la povertà educativa.


Nella ripresa delle attività dopo la pandemia, sottolinea il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, «un’attenzione particolare va riservata all’infanzia e all’adolescenza che hanno patito, più di altre fasce della popolazione, la fase delle restrizioni per l’emergenza Covid-19. Un’esigenza che Regioni e Comuni hanno rappresentato al governo sin dai primi passi della fase 2. Aggiungiamo ora un altro prezioso tassello lungo questo percorso».

Guardando al riparto in Fvg, in provincia di Trieste sono premiati anche Muggia con 28.009, Duino con 17.743, San Dorligo con 14.473 e Monrupino con 2.197. In provincia di Gorizia fondi per 28.223 a Ronchi, 19.057 a Staranzano, 16.912 a Cormons, 15.599 a San Canzian, 14.420 a Gradisca, 13.321 a Grado. «Un riparto importante per Trieste», dichiara in una nota la consigliera comunale di Italia Viva-gruppo Misto Antonella Grim, che non dimentica la «determinazione» del ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. «Siamo passati indiscutibilmente dalle parole ai fatti – prosegue Grim – e anche in tempo sufficientemente utile per sostenere fattivamente gli “zerosei” del privato e del privato sociale, le associazioni del terzo settore, ovviamente le municipalità che stanno organizzando con oggettiva difficoltà, i servizi estivi. Un grazie alla concretezza del ministro, voce per molto tempo isolata che non ha smesso di credere nell’attivazione dei centri estivi seppure in uno dei passaggi storici più complessi per le nostre comunità».

A definire i criteri del riparto, che rispecchiano quelli previsti per il fondo nazionale politiche sociali, tenendo conto della popolazione residente fra i 3 e i 14 anni, è stata l’Anci. L’erogazione delle risorse sarà assicurata nei 15 giorni successivi alla registrazione della Corte dei Conti mediante un’anticipazione di tesoreria. Tutta la procedura è stata snellita, su sollecitazione dei sindaci.

Sulla strada della semplificazione anche la Regione, che nella ordinanza numero 17 ha alleggerito le operazioni in materia di centri estivi. Un «passo avanti importante verso una condizione di normalità», sottolinea l’assessore alla Famiglia Alessia Rosolen spiegando la semplificazione delle procedure: «Per riaprire i centri estivi non serve più attendere l'autorizzazione dal Comune o dell'Azienda sanitaria, sarà sufficiente la Scia, segnalazione certificata di inizio attività. I soggetti già in possesso delle autorizzazioni previste dalle linee guida del 3 giugno o che hanno già presentato la domanda di autorizzazione possono naturalmente procedere senza rifare l'iter così come modificato. Altro elemento molto atteso – rimarca Rosolen – è il via libera ai pernottamenti». —


 

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