Trieste, c'è l'intesa: gli esuberi della Ferriera saranno assorbiti da Fincantieri e Icop-Plt

Dopo Piattaforma logistica spa anche il Gruppo navale conferma l’impegno ad assumere ex dipendenti di Arvedi

TRIESTE Ora manca solo la firma. Ieri mattina è stata trovata l’intesa sull’Accordo di programma per la tutela e la riconversione industriale dell’area della Ferriera nel corso del tavolo presieduto in videoconferenza dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Decisivo il colloquio, prima della riunione, tra lo stesso Patuanelli e l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, in cui «è stata confermata la disponibilità dell’azienda a individuare, anche attraverso il coinvolgimento di società fornitrici del Gruppo – ha annunciato in una nota il Mise –, una soluzione concreta al futuro occupazionale dei lavoratori che potrebbero non rientrare nel perimetro delle attività previste dal piano di chiusura dell’area a caldo».

Fincantieri, insomma, è pronta a farsi carico di una parte (per ora non si possono dare numeri precisi) dei 163 lavoratori in esubero, 66 dei quali interinali con contratto scaduto. Altri esuberi saranno assorbiti da Piattaforma logistica Trieste. Icop-Plt, che assumerà 70 dipendenti per il nuovo terminal portuale, all’inizio pensava di attingere dal mercato del lavoro ricorrendo ad addetti già formati, ma le pressioni di ministero e Regione hanno consentito di ottenere la disponibilità ad impiegare un certo numero di esuberi in uscita dalla Ferriera, previo percorso di formazione. L’unica condizione posta da Icop-Plt è che si tratti di giovani.


Al momento nessuno sa quanti dei 163 lavoratori rimasti fuori dal piano industriale di Arvedi, che prevede non più di 417 addetti, abbiano optato per il pensionamento (si tratterebbe comunque di un numero ridotto) o trovato per conto proprio un’alternativa occupazionale, ma per tutti gli altri, dunque, le prospettive saranno due: l’assunzione da parte di Icop-Plt per lavorare nel nuovo comprensorio logistico al servizio del porto o il riassorbimento in Fincantieri, in primis negli stabilimenti di Monfalcone, anche in questo caso previo percorso di formazione garantito dalla Regione. La riqualificazione funzionale ai settori della cantieristica e della logistica è parte integrante dell’accordo sottoscritto tra Arvedi e i sindacati. Senza dimenticare l’impiego di 50 lavoratori (che durerà almeno un anno) per le attività di smantellamento e bonifica dell’ex area a caldo.

Uno scenario che coinciderebbe con quell’impegno a «non lasciare a casa nessuno» più volte ribadito dalle istituzioni, ma che fino a ieri non era ancora stato mantenuto del tutto, come confermato dalla dura lettera inviata martedì al ministero e sottoscritta da una parte degli operai interinali della Ferriera, col supporto della Nidil Cgil. In questo senso Patuanelli ieri ha rimarcato che «la tutela di tutti i lavoratori della Ferriera è un punto fondamentale dell’Accordo di programma, che ha visto tutte le parti coinvolte, pubbliche e private, protagoniste di un grande lavoro di squadra». «In questi mesi – ha aggiunto il ministro triestino – è stato portato avanti un percorso intenso e costruttivo, per garantire a Trieste e a tutta la regione uno sviluppo industriale che tenga conto delle esigenze ambientali, sociali e occupazionali».

All’incontro di ieri c’erano il governatore Massimiliano Fedriga, gli assessori regionali Alessia Rosolen e Fabio Scoccimarro, il sindaco Roberto Dipiazza, il commissario dell’Autorità portuale Mario Sommariva e i rappresentanti dei ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, del Gruppo Arvedi, di Icop, Invitalia, Anpal e dell’Agenzia del Demanio.

Domani l’accordo riceverà il via libera formale dalle giunte regionale e comunale. Poi, nei prossimi giorni verrà sottoscritto da tutte le parti coinvolte. A breve verrà formalizzata anche l’intesa Patuanelli-Bono, che tecnicamente non fa parte dell’Accordo di programma. Da ricordare che sono 55 i milioni di euro stanziati dal Mise a sostegno della riconversione dell’area servolana (più 25 assegnati per lo stabilimento Arvedi di Cremona) a fronte di un business plan da 180 milioni di euro.

«Siamo soddisfatti, sono state accolte le nostre richieste di tutela dei lavoratori, sia con le attività di smantellamento e bonifica, sia con il piano industriale di Icop – ha dichiarato Fedriga –. C’è il nostro impegno a garantire le risorse e i percorsi formativi necessari per i lavoratori interessati dalla riconversione. Ringrazio Patuanelli per l’importante lavoro svolto, compreso l’essersi assunto l’onere di interloquire con Fincantieri per ampliare le opportunità di collocamento». «Abbiamo raggiunto il massimo risultato possibile – ha sottolineato Rosolen – e non dimentichiamo che nell’Adp è incluso un passaggio in cui gli investitori privati affermano di prevedere importanti incrementi occupazionali nei prossimi anni». —




 

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