Ritorna il treno Freccia rossa fra Trieste e Roma

Dal 29 il treno delle 6.42 con rientro alle 21.55 dalla capitale. Mancano ancora tre dei sei collegamenti pre-Covid

TRIESTE Nessuna novità sui voli per Roma, ma almeno, a partire dal 29 giugno, ritorna una Freccia per poter raggiungere la capitale in treno. Graziano Pizzimenti, assessore regionale ai Trasporti, si era detto «fiducioso» sul recupero in tempi brevi dei treni veloci non riattivati al via della fase 3. E da ieri pomeriggio, sul sito di Trenitalia, è diventato acquistabile, a partire dal 29 appunto, il Fracciarossa 8466 in partenza da Trieste alle 6.42 e arrivo a Roma Termini alle 12, con ritorno da Roma alle 16.30 e arrivo a Trieste alle 21.55.

La società ferroviaria conferma dell'ulteriore passo verso il ripristino dei sei collegamenti attivi pre-Covid. Al momento siamo dunque a tre, contando anche i già attivati Trieste-Milano delle 17.05 e l’Udine-Roma-Napoli delle 6.47. Continuano però a mancare il secondo Trieste-Milano, il Trieste-Torino e l’Udine-Milano. «Qualcosa si sta muovendo – commenta Pizzimenti –, ma non ci possiamo certo accontentare».


Quanto a Trieste Airport, è atterrato ieri il primo volo dopo il lockdown - un charter passeggeri operato da Avion Express proveniente da Palermo - e domani lo scalo si aprirà al traffico passeggeri con il primo Volotea su Napoli. Ma è passato un altro giorno senza riscontri da Alitalia, fa sapere l’amministratore delegato Marco Consalvo, mentre da Roma i forzisti Sandra Savino e Roberto Novelli comunicano di avere scritto ai vertici della compagnia «per richiedere un incontro e sollecitare la riattivazione delle tratte aeree giornaliere tra Trieste e Roma». L’isolamento «è del tutto inaccettabile per la città e per la regione», incalzano i deputati azzurri evidenziando come «le conseguenze sull'economia e sullo sviluppo del Fvg saranno pesantissime, tanto più in un momento particolarmente complesso come quello attuale».

All’attacco della giunta regionale guidata da Massimiliano Fedriga va invece il segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli: «Far ripartire aerei e treni sul territorio è un impegno di tutti, ma deve esserlo soprattutto di chi governa la Regione, che deve avere autorevolezza, capacità di sedersi ai tavoli e ottenere ogni tanto qualche risultato». Per l'esponente dem «non funziona il “Fedriga di lotta e di governo”, che fa la voce grossa e poi scarica su altri i suoi insuccessi: inizi a risolvere qualche problema e non faccia solo battaglia di partito. Il rischio è quello di un Friuli Venezia Giulia sempre più “venetizzato”». —


 

Video del giorno

Trieste, pronta la nuova strada per Monte Grisa

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi