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Sbarre su, la Slovenia riapre agli italiani con mezzo ingorgo. Barriere via anche dai valichi minori

Solo ai quattro transiti internazionali possibili controlli per le auto in arrivo da Paesi che Lubiana giudica ancora non sicuri

TRIESTE Dopo le incognite e i dubbi che domenica aleggiavano su entrambi i lati della frontiera italo-slovena, alla fine nei territori di Trieste e Gorizia la situazione è tornata alla quasi totale normalità, con tutti i valichi confinari riaperti fin dal primo mattino. I controlli si sono limitati ad alcuni varchi considerati da Lubiana “strategici”.



Rimosse le barriere

Via ogni barriera al regolare attraversamento stradale fra Italia e Slovenia: sono stati superati i timori della vigilia, che volevano la presenza di Polizia di Frontiera slovena lungo tutti i varchi aperti fra i due Stati. L’incertezza è stata spazzata via. I controlli sono rimasti, ma solo in modo parziale. La presenza degli agenti si è limitata ai 4 valichi internazionali già transitabili nei mesi scorsi. Così mentre a Rabuiese, Pese e Fernetti per Trieste e Sant’Andrea per Gorizia sono proseguiti i controlli del traffico da parte della polizia slovena, seppur limitati all’esposizione della carta d’identità, ai valichi di seconda categoria la circolazione è tornata libera come prima del 12 marzo. Un cambiamento a 360° quello ai valichi minori, passati dall’impermeabilità assoluta presente fino a domenica, al più completo via libera. Libertà che ha spiazzato glii stessi poliziotti ai gazebo confinari. «Il nostro ordine è tenere presidiati tutti i confini - ha detto uno di essi - ma non abbiamo avuto ordini più precisi a riguardo».

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Controlli parziali

Il mantenimento dello status quo ante ai 4 valichi internazionali già aperti nel periodo di quarantena, fanno sapere dal consolato sloveno, è dovuto al monitoraggio degli eventuali automobilisti provenienti da aree europee non ancora considerate sicure. Tra queste non c’è più l’Italia. La lista è ridotta a una serie di Paesi dove resta alto il rischio epidemiologico. Per costoro rimarrà in vigore la vecchia regola del divieto di accesso in Slovenia e del conseguente alt al valico.

Con la riapertura dei confini sono tornate anche le code ai benzinai. Decine di automobilisti locali hanno approfittato della situazione e si sono messi in coda fin dal primo mattino per fare rifornimento. Grande soddisfazione per i gestori dei distributori sloveni, che negli ultimi tre mesi e mezzo lamentavano un calo nell’erogazione di benzina e gasolio fino al 90%.

Abbattuta la rete

A Gorizia, dopo la cerimonia in cui il sindaco del capoluogo e quello di Nova Gorica hanno simbolicamente “tagliato il confine”, sul piazzale della Transalpina è stata smantellata la rete metallica che divideva in due lo spazio comune tra le due città gemelle. Gli operai che l’hanno rimossa ne hanno lasciato solo un segmento che ora finirà nel vicino museo.

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L’INCIDENTE

Ieri mattina a Gorizia un mezzo militare del Raggruppamento Veneto Fvg impegnato nell’operazione Strade sicure ha attraversato il confine ormai senza barriere al valico di Šempeter. Resisi conto dell’errore, i militari hanno subito invertito la marcia e segnalato l’episodio alla Questura. Nell’ambito della collaborazione transfrontaliera, la centrale operativa goriziana ha informato del fatto quella d’oltreconfine. Il caso è comunque finito all’attenzione del ministero degli Affari esteri di Lubiana. Ma al Parlamento sloveno in serata lo stesso ministro della Difesa Matej Tonin ha dichiarato che si è trattato di un semplice «errore» da parte dei soldati italiani, precisando come esso sia stato subito segnalato appunto alla Slovenia.

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