Dai visoni all'uomo: una delle sorprese che ci riserva il virus 

Ci si è accorti di questo nuovo e inatteso ospite del virus perché questo ha colpito in maniera importante 12 dei 130 allevamenti di visoni attivi in Olanda. Si è diffuso tra gli animali in maniera importante, trasmesso da uno degli addetti dell’allevamento che aveva contratto il virus.

TRIESTE Uno degli ostacoli che finora hanno rallentato la ricerca sul coronavirus è stata la mancanza di modelli animali semplici. I progressi della medicina sono molto più facili se è possibile sperimentare farmaci e vaccini negli animali comuni di laboratorio, topi e ratti in particolare. Ma questi non si infettano con Sars-Cov-2. Un topo geneticamente modificato che esprime il recettore umano del virus, la proteina Ace2, può in realtà essere infettato dal virus, ma le caratteristiche della malattia sono comunque diverse.

Si infettano invece con il virus furetti, cani, gatti, tigri, hamster e scimmie. Tutti animali più complicati da allevare e utilizzare in laboratorio, ma che almeno mostrano le stesse caratteristiche dell’infezione umana. E, informazione sorprendente, si infettano anche i visoni. Ci si è accorti di questo nuovo e inatteso ospite del virus perché questo ha colpito in maniera importante 12 dei 130 allevamenti di visoni attivi in Olanda. Si è diffuso tra gli animali in maniera importante, trasmesso da uno degli addetti dell’allevamento che aveva contratto il virus. E, soprattutto, dai visoni si è poi trasmesso indietro all’uomo infettando due altre persone che lavoravano nell’allevamento. Questi sono finora gli unici casi in cui si sia potuta dimostrare la trasmissione diretta da un animale all’uomo; nonostante cani e gatti si possano infettare, non è stato mai accertato che questi possano passare il virus. E nel caso delle infezioni di Wuhan, il passaggio dal pangolino, o da qualche altro animale intermedio non identificato, all’uomo rimane ancora soltanto un’ipotesi.


Il governo dei Paesi Bassi ha reagito alla notizia decidendo di sacrificare con il gas decine di migliaia di animali infetti o potenzialmente tali, come si è fatto in Asia e anche in Europa con i polli infettati dai ceppi del virus dell’influenza. Poveri visoni si dirà, e chi scrive concorda. Ma questi allevamenti erano comunque destinati a finire: una normativa approvata nel Paese aveva giù stabilito che questi allevamenti feroci, crudeli, inumani e ingiustificati dovessero finire nel 2024. Rimane la speranza che gli allevatori costretti a sacrificare gli animali si decidano ora in anticipo a cambiare mestiere. Una simile speranza anche per gli allevamenti in Danimarca, il Paese con più fattorie che allevano di visoni al mondo e, con molto meno ottimismo, per la Cina che segue a ruota.

Ultima riflessione generale: Sars, Covid-19, influenza aviaria, influenza suina sono tutte quante malattie virali trasmesse all’uomo dagli animali quale conseguenza di un contatto diretto. Un’eventualità che sarebbe decisamente possibile prevenire. –

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