Il degrado al Ferrini ha i mesi contati, bandita la gara per l’atteso rilancio 

L’immagine di Andrea Lasorte racconta il presente degrado del “Ferrini”

Verdetto il 28 luglio per il project financing pubblico-privato  da 4,4 milioni di cui 1,2 del Comune. Triestina in prima linea

TRIESTE. Martedì 28 luglio alle 11 il mondo sportivo saprà chi realizzerà il project financing di iniziativa privata che ha l’obiettivo di restaurare il campo “Giorgio Ferrini” a Ponziana. Chi è interessato a investire quasi 3,2 milioni in questa operazione di recupero, può far avere la sua offerta al Comune entro le 12.30 del giorno prima, lunedì 27. Sappia anticipatamente che i lavori hanno da iniziare il 24 novembre prossimo venturo e hanno da terminare esattamente un anno dopo il 23 novembre 2021.

È così giunta all’esito conclusivo una vigilia durata tre anni, da quando nel maggio 2017 l’assessore allo Sport Giorgio Rossi dichiarò che il Municipio avrebbe avuto bisogno di risorsa privata per rivitalizzare l’impianto, risalente al 1996 e da un buon quinquennio versante in pessime condizioni causa abbandono, incuria, teppismo.


La somma complessiva, per ridare funzionalità e vivibilità al campo dedicato al campione torinista, “cuba” in realtà quasi 4,4 milioni di euro (Iva inclusa), perchè a quella che sarà la quota del partner privato vanno aggiunti 1,2 milioni comunali. Poco prima del deflagrare di Covid 19, quando correva il 17 febbraio, in un affollato incontro nel salotto azzurro di piazza Unità fu la Triestina a candidarsi al compimento dell’opera, con l’amministratore unico Mauro Milanese.

È ben vero che la Triestina ha commissionato a un’ampia équipe di tecnici-avvocati-edili il progetto del futuro Ferrini: ma dovrà comunque partecipare alla gara, il cui bando è stato emesso pochi giorni fa dalla civica amministrazione a firma (inconsueta) del direttore dei Lavori pubblici Enrico Conte.

Alla base di questa importante e attesa riqualificazione, c’è una concessione che durerà 26 anni e un mese, compresi progettazione, costruzione, gestione della struttura. Il valore concessorio viene stimato in circa 32,5 milioni di euro, per cui la cauzione richiesta ammonta a 650.000 euro pari al 2% del predetto valore. Il 75% dei lavori sarà di carattere edile, il 25% di carattere impiantistico.

Per partecipare alla gara il Comune richiede ai concorrenti un fatturato medio annuo nel periodo 2015-19 non inferiore a 375.000 euro, pari al 10% dell’investimento (Iva esclusa) programmato. E un capitale sociale pari a poco più di 187.000 euro, a sua volta un ventesimo dell’investimento medesimo. Il piano economico-finanziario sarà asseverato da una banca o da una società di servizi costituita dalla banca stessa; sarà inoltre accompagnato da una dichiarazione di uno/più istituti finanziari interessati a supportare l’operazione.

Lo strumento del project financing è fortemente promosso dall’amministrazione Dipiazza, come dimostrano il centro congressi, la nuova piscina terapeutica, casa Francol. Il partenariato pubblico-privato prevede che una stazione appaltante (nel caso il Municipio) conferisca a un operatore economico, per un periodo determinato in funzione dell’ammortamento dell’investimento, un complesso di attività che vanno dalla realizzazione alla gestione di un’opera. 


 

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