L’Europa torna senza frontiere: Vienna alza le sbarre a mezzanotte

Molti i Paesi che revocano oggi le restrizioni sugli spostamenti. La Spagna lo farà il 21 giugno

TRIESTE. I Paesi europei vedono ormai alle loro spalle il picco della prima ondata di coronavirus e possono nuovamente guardare con un po’ meno di diffidenza ai propri vicini di casa. E con un po’ più di ottimismo alla stagione turistica estiva che sta iniziando. Da oggi, nella maggior parte del Vecchio Continente, cadono le restrizioni sugli spostamenti e gli inviti a non viaggiare introdotti da quasi tutti a metà marzo, sull'onda dell'emergenza sanitaria, e si potrà cominciare di nuovo a circolare liberamente tra Paese e Paese.

Una data che il governo italiano in particolare ha cerchiato in rosso sul calendario, come un vero e proprio D-Day da cui spera possano ripartire quei flussi turistici che alimentano uno dei settori più importanti per l'economia del Paese. L'Italia peraltro è stata tra i primi a riaprire le proprie frontiere ai cittadini del resto d'Europa, già dal 3 giugno scorso. Una scelta - anticipare la riapertura rispetto alla raccomandazione del 15 giugno formulata a Bruxelles dalla Commissione europea - seguita anche da altri: Bulgaria, Croazia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Estonia, Slovacchia e Slovenia hanno già iniziato nei giorni scorsi a revocare le restrizioni per gli stranieri che entrano nei loro Paesi. Escludendo tuttavia quelli delle nazioni che ritengono ancora non sicure.



Così, da oggi - 48 ore dopo il Friuli Venezia Giulia - tutta l’Italia entra nell’elenco, ora composto da 19 Paesi, degli Stati che la Slovenia ritiene «epidemiologicamente sicuri»: transito libero e nessun obbligo di quarantena una volta arrivati oltreconfine, come è stato sino a ieri (ma fino a sabato per i residenti in Fvg) per chi non rientrava nelle categorie, dai frontalieri agli studenti, cui era consentito entrare senza restrizioni.



La Slovenia apre anche tutti valichi locali minori con la Croazia. Croazia che spera nel ritorno massiccio di austriaci e tedeschi. Anche gli italiani - in situazioni definite - possono entrarvi: per motivi di lavoro, per comprovate ragioni economiche ma anche per turismo, se si ha una prenotazione in un albergo o in un’altra struttura ricettiva. Per facilitare il passaggio alla frontiera Zagabria mette a disposizione - sul sito entercroatia.mup.hr - un modulo da compilare coi dati richiesti.

E alla mezzanotte di oggi scatterà un’altra apertura, molto attesa anche in Fvg. L’Austria apre infatti i propri confini verso 31 Paesi europei, tra cui il nostro, ad esclusione di quattro: Svezia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo. Si potrà dunque tornare a frequentare la nazione vicina come prima dell’emergenza, senza necessità di autocertificazioni, di test sanitari, di quarantene, e gli austriaci potranno venire in Italia. Saranno riaperti tutti i valichi, anche quelli minori; non ci saranno più pattuglie della polizia o dell’esercito a vigilare. L’apertura come detto vale per l’intero Paese: resta uno “sconsiglio” da parte di Vienna ad andare in Lombardia.

Oggi intanto revocheranno le restrizioni Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Grecia, che ha fatto un passo in più riaprendo già fin d’ora anche a diversi Stati extraeuropei (Australia, Cina e Corea del Sud). La Spagna infine riaprirà le frontiere con gli altri Paesi dell'Unione europea solo il 21 giugno, con l'esclusione del Portogallo. —
 

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