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Melania, la first lady che ha rinegoziato il contratto con Trump per difendere il figlio

Usa, un libro sulla moglie del presidente: ascoltatissima da The Donald, attenta agli interessi propri e di Barron, che è anche cittadino sloveno

Stefano Giantin
2 minuti di lettura

Non una comparsa, riservata e amante della privacy. Una personalità scaltra, in realtà, non manipolabile ma manipolatrice, con molte zone d’ombra, pronta a difendere con i denti i propri interessi personali e soprattutto quelli del figlio Barron, avuto nel 2006 da Donald Trump, marito con cui condivide – assai più di quanto sembri – molti aspetti del carattere.

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Sarebbe questa la vera natura di Melanija Knavs, oggi Melania Trump, l’ex modella nata in Slovenia oggi first lady del presidente più discusso della storia degli Stati Uniti; natura svelata dal nuovo libro “The Art of Her Deal: The Untold Story of Melania Trump”, la storia non raccontata di Melania, scritta dalla giornalista del Washington Post Mary Jordan, in uscita negli Usa il 16 giugno per la casa editrice Simon and Schuster.

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Secondo Jordan, Melania è molto diversa dalla figura spesso in secondo piano dipinta dai media. Sposata con Trump dal 2005, sarebbe invece soprattutto un’attenta e influente calcolatrice. Lo confermerebbero i retroscena dei primi sei mesi della presidenza Trump, nel 2016. Mesi in cui, invece di sostenere il marito-presidente, già alle prese con critiche e polemiche, la first lady si ritirò nei suoi appartamenti a New York. Non cercava di stare lontano dai riflettori, di riprendersi dalle rivelazioni sull’infedeltà seriale di Trump o di dedicarsi al figlio Barron, per non costringerlo a interrompere l’anno scolastico – questa la versione ufficiale. Era invece impegnata a «rinegoziare» il suo iniziale e non proprio generoso «accordo pre-matrimoniale» con Trump, sta per spifferare “The Art of Her Deal”, spiegando che l’assenza da Washington della seconda first lady di origine straniera, dopo Louisa Adams, funse da leva per costringere il marito ad accettare nuovi accordi, ben più liberali dei precedenti. Trump «voleva Melania accanto a lui» ed era pronto a tutto, ha specificato Jordan.

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L’obiettivo della moglie era «prendersi cura di Barron», raccontava Melania al suo entourage. Leggi, obbligare contrattualmente Trump a concedere un’adeguata parte di «eredità» al figlio avuto da Melania, “parificando” il suo destino a quello dei tre figli avuti da Ivana Trump, la sempre più potente Ivanka – con cui Melania sarebbe in perenne competizione - Donald Jr. ed Eric. E «rendere più solida la propria posizione finanziaria», ha aggiunto il New York Times. L’obiettivo sarebbe stato raggiunto con la gestione delle attività della “Trump Organization” in Europa destinata a Barron, che peraltro - su pressioni di Melania, ha anche la cittadinanza slovena.

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Ma c’è di più. Dal libro esce l’immagine di una Melania «influente», eminenza grigia con un fortissimo potere su Trump, che sempre «tende a essere d’accordo con lei». E che si fida di lei, perché ritiene che la vera spinta della donna sia l’amore per lui – malgrado le camere separate - e le si rivolge in continuazione per avere consigli e dritte. Si fida anche perché Melania gli è molto simile: sono entrambi «lottatori» che «apprezzano la fedeltà più di tutto», che hanno «l’istinto» di sopravvivenza, quello del cacciatore e hanno la stessa agenda politica. E sono poi entrambi ugualmente «ambiziosi», si legge nelle anticipazioni del libro, «avidi creatori della propria storia» e del proprio futuro.

Ma ci sono anche altre rivelazioni che non rendono onore alla figura di Melania. La first lady, ad esempio, si è costruita l’immagine di donna cosmopolita, capace di padroneggiare più lingue straniere «ma fotografi e altri che hanno lavorato con lei, inclusi italiani, francesi e tedeschi, mi hanno confermato che non conosce se non qualche parola di quelle lingue», ha scritto Jordan.

La reazione di Melania alle nuove rivelazioni? Assente, come spesso accade. Ma a parlare è stata la sua portavoce, Stephanie Grisham. Che ha definito il libro in uscita una montagna di «informazioni false, da fonti» incerte. —

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