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Gorizia, la Transalpina si libera della rete, code in via San Gabriele

Riapertura limitata a due transiti ma in città si è registrato un clima di euforia: caccia grossa a benzina e stecche di sigarette. Blandi i controlli dei documenti 

GORIZIA Euforia. Come se il confine fosse stato abbattuto per la seconda volta. Con il piazzale della Transalpina liberato dalle reti e con file di auto, pedoni e ciclisti in attesa di mettere il naso “di là”. Ieri, i residenti del Friuli Venezia Giulia hanno potuto godere dell’anteprima (a loro riservata) della riapertura dei valichi con la Slovenia.

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In realtà, è stata una riapertura a metà. Perché, semplicemente, è stata allargata a tutti i corregionali la possibilità di varcare il confine a Sant’Andrea e in via San Gabriele mentre tutti i restanti valichi sono rimasti chiusi in vista di domani. Ma nonostante questa scelta prudenziale, ieri si è vista e si è respirata grande euforia. In via San Gabriele si sono registrate, ad un certo punto, code di una quarantina di minuti. Con tanti goriziani felici di poter fare il pieno di carburante, acquistare sigarette a stecche, fare la spesa in uno dei supermercati o discount a ridosso del confine, come se in Italia non ce ne fossero abbastanza.



Se ci sono due categorie a Gorizia e nell’Isontino che, ieri, non hanno di certo festeggiato sono proprio i titolari delle stazioni di servizio e delle tabaccherie. In queste settimane di confini chiusi hanno rimesso parzialmente in piedi le proprie attività quadruplicando gli affari (i benzinai) o più che raddoppiandoli (i tabacchini). Ecco perché diventa urgentissimo il riconoscimento di una Zona franca per mettere fine alla fiscalità di svantaggio che rende impari la concorrenza con i colleghi d’oltreconfine. «Soltanto così possiamo almeno cercare di restare a galla», osservava ieri mattina il titolare di una stazione di servizio. Ma al di là di quest’aspetto Gorizia e Nova Gorica hanno vissuto la giornata di ieri quasi fosse un nuovo inizio.



Se ieri il valico urbano di via San Gabriele è diventato il vero anello di congiunzione tra le due città, già venerdì sera il piazzale della Transalpina è stato meta di pellegrinaggi da parte di chi sperava di non vedere più la rete metallica al centro del mosaico; rete che è stata parzialmente rimossa, ma non in via ufficiale.



I controlli alla frontiera da parte degli agenti sloveni rimangono almeno per tutta la giornata di oggi, ma come accade da diversi venerdì, anche questa settimana la barriera è stata rimossa dal gruppo di cittadini che si ritrovava alla Transalpina per contestare la chiusura della frontiera. A differenza delle altre volte, questa settimana la polizia d’oltreconfine non è intervenuta per rimettere, in fretta e furia, i segmenti di rete al loro posto, così, chi ieri mattina si è presentato sul piazzale della vecchia stazione ferroviaria, ha avuto la sensazione arrivare ad una festa appena finita e dove ancora tutto doveva essere ripulito e rassettato.

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Alcune reti si trovavano ancora al loro posto, altre erano state ruotate di 90 gradi, altre erano state buttate a terra e altre ancora erano state appoggiate al vecchio tratto di “muro” superstite. Di certo, chi ha agito ha incarnato il sentimento di libertà delle due comunità che, dopo questa divisione, hanno una nuova consapevolezza e hanno scoperto d’essere più vicine di quanto già non fossero. —

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