Alitalia congela la trattativa con il Trieste Airport: in bilico la ripresa dei voli per Roma

Bloccato poco prima della firma l’accordo pluriennale che prevedeva il riavvio con un decollo giornaliero da Ronchi da inizio luglio

TRIESTE Trieste Airport per settimane ha trattato con Alitalia per il ripristino post lockdown dei voli su Roma. L’accordo era stato trovato, su base pluriennale: mancava solo la firma. Ma, a sorpresa, quella firma non è arrivata. E a oggi non è nemmeno certo che l’1 luglio, come pareva, si possa prendere l’aereo da Ronchi e raggiungere la capitale. Non mancano solo le Frecce da Trieste verso Roma. La crisi da coronavirus, che si aggiunge alle consolidate difficoltà della compagnia di bandiera, ha di fatto tagliato fuori la Venezia Giulia (da Udine almeno sono pronti a ripartire i treni veloci). Lo ha denunciato l’assessore regionale ai Trasporti Graziano Pizzimenti e Marco Consalvo, amministratore delegato dello scalo regionale, allarga le braccia. Venerdì è stato a colloquio per un’ora con Giancarlo Zeni, da gennaio direttore generale di Alitalia, e ha dovuto prendere atto del congelamento della pratica.



Il crollo delle presenze, lo stop ai voli, la chiusura degli aeroporti e la faticosa ripartenza hanno inevitabilmente costretto alla rimodulazione delle agende. Tanto che il “pacchetto” su Fiumicino era stato rivisto al ribasso, anche se su più anni. Ma Trieste Airport, nelle scorse settimane, era venuta incontro alle esigenze di Alitalia e aveva concordato di conseguenza con i vertici commerciali della compagnia un volo giornaliero su Roma a partire da inizio luglio, per salire a 3 collegamenti da marzo 2021, e poi a 4 da marzo 2022.

«Una mediazione di buon senso – commenta Consalvo –, in attesa di verificare a settembre la domanda. Sembrava fatta, mancava solo l’approvazione del commissario Alitalia. Ci è stato spiegato che, non ancora attiva la newco pubblica, per approvare accordi pluriennali il commissario è tenuto a informare il ministero dello Sviluppo economico. Una questione procedurale che ritenevamo, concordemente con Alitalia, sarebbe stata risolta». Invece si è arrivati allo stallo. Come confermato dal confronto di due giorni fa.

«Dopo che mi era stato assicurato che si trattava più che altro di formalità – fa sapere l’ad di Trieste Airport – siamo ora a una nuova complicazione che il direttore generale di Alitalia mi ha presentato come criticità complessiva di Alitalia su tutti gli scali italiani rispetto la concorrenza delle low-cost. Tanto che non abbiamo più la certezza di poter ripartire a luglio con il collegamento con Roma Fiumicino». «Zeni mi ha detto che risentirà il commissario Giuseppe Leogrande, a sua volta in contatto con i ministeri dello Sviluppo economico e dei Trasporti, ma a oggi pare che le condizioni che avevano bene o male accettato siano congelate. Ne sapremo di più all’inizio della prossima settimana».



Il resto del programma per Ronchi è invece confermato. Il primo volo commerciale, dopo lo stop imposto dal coronavirus e una pausa di 98 giorni, sarà un Volotea. Decollerà da Trieste Airport il 19 giugno, destinazione Napoli. Con Volotea, da luglio, sono in partenza anche le destinazioni Palermo, Lamezia Terme e Olbia. Buone notizie pure da Ryanair. Con la compagnia irlandese è già fissato il primo volo su Catania (il 23 giugno) e sono in vendita quelli su Cagliari (2 luglio), Londra Stansted (2 luglio), Valencia (3 luglio) e Bari (1 agosto). A luglio le frequenze per l'Italia saranno due a settimana, come su Londra, mentre su Valencia ci si fermerà a una. Ad agosto si salirà però a tre per Londra e a due per Valencia. Solo il Malta resta in stand-by, con possibile ripartenza rinviata a settembre-ottobre. —


 

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