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Alpini a Gorizia, stop ai raduni. «Ma sempre in prima linea»

La sezione Ana ritrova l’assemblea e pianifica le attività: «La guerra non è finita»

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GORIZIA Adunate e raduni dovranno aspettare, “congelati” dalla pandemia di Covid-19 e rinviati al prossimo anno. Così come scarpinate, uscite e competizioni, cerimonie e iniziative pubbliche in genere. Impegno e solidarietà, però, non si sono mai fermate e non si fermano, a causa del virus, e gli alpini di Gorizia continuano a restare in prima linea, pronti ogni volta che serve. È con questo spirito e raccontando di questa realtà che, tra una settimana, la Sezione Ana di Gorizia potrà vivere l’annuale appuntamento con l’assemblea ordinaria dei delegati di gruppo.



Era originariamente in programma il 15 marzo, ma a causa dell’emergenza sanitaria era stata rinviata, e, dopo il via libera della sede nazionale, è stata fissata adesso per il 21. Sarà occasione per fare il punto sulle attività svolte negli ultimi dodici mesi, ma anche per tracciare le linee guida – quanto mai impegnative proprio perché all’insegna dell’incertezza che ancora caratterizza questa “fase 2” – per il prossimo futuro. Un futuro che per le penne nere goriziane si proietta già al 2022, quando inizieranno (a settembre, per proseguire fino a fine 2023) le manifestazioni per l’anno del centenario di costituzione dell’Ana di Gorizia, nata nel 1923.

Fermandoci invece a un domani più prossimo, ci sarà da iniziare a discutere il 21 su ciò che sarà possibile fare e ciò che non sarà possibile fare nei prossimi mesi, e magari su come recuperare parte dei progetti rimasti bloccati nei mesi del lockdown. Per il momento non è ancora possibile riaprire la sede sociale di via Morelli, ma con la prima assemblea ripartirà un po’ tutta la programmazione. Se a livello nazionale sono state rinviate al 2021 e al 2022 le Adunate di Rimini e Udine, così come i Raduni di raggruppamento, nell’Isontino sono stati annullati la Scarpinata del Monte Calvario, il Raduno sul Quarin, la tradizionale gara di carabina, il Pellegrinaggio al Monte nero.

Sarebbe sbagliatissimo però pensare che le penne nere sono rimaste con le mani in mano, dall’inizio dell’anno a oggi, e anzi proprio l’emergenza coronavirus ha visto gli alpini guidati dal presidente Paolo Verdoliva instancabilmente al lavoro. «E questo vale soprattutto per il settore di Protezione civile della sezione – spiega –, che ha messo in campo ogni sua potenzialità, in totale 35 dei suoi 50 volontari impegnati su vari fronti. Siamo stati un po’ tutti presi alla sprovvista da un’emergenza mai vista, ma abbiamo reagito, mettendoci a disposizione. Grazie alla donazione della ditta Dolomia abbiamo distribuito 50 mila bottigliette di acqua negli ospedali e nelle case di riposo, abbiamo supportato le unità dell’Esercito nell’opera di igienizzazione delle strade cittadine, per contenere la diffusione del virus, e abbiamo supportato tutte le iniziative pensate per dare conforto e aiuto alla popolazione, accumulando e consegnando medicine, mascherine e generi alimentari di prima necessità». Tutte attività che, seppur in misura minore man mano che l’emergenza è andata sfumando con l’inizio della “fase 2”, sono proseguite e proseguiranno ancora, se necessario, visto che Verdoliva assicura fin d’ora che «se non sappiamo ancora quando finirà la guerra contro il Covid-19, di certo si sa che moltissime persone sono pronte a lottare. E tra queste ci sono e saranno gli alpini, sempre in prima linea». —

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