La rarissima medusa dei record intercettata al largo di Miramare

Avvistato vicino alla Riserva un esemplare di Drymonema dalmatinum: può arrivare fino a un metro

Avvistamento eccezionale nel golfo di Trieste: a Miramare la più rara medusa del Mediterraneo

TRIESTE La più grande e rara medusa del Mediterraneo è stata avvistata due giorni fa nelle acque del golfo da Saul Ciriaco e Marco Segarich, ricercatori dell’ Area Marina Protetta di Miramare, immortalata anche in un video, pubblicato ieri su Facebook. Una presenza definita eccezionale, della Drymonema dalmatinum, urticante, della classe delle scifomeduse, che può arrivare fino a un metro di diametro.



L’esemplare, di circa 50 centimetri, nuotava al largo della Riserva protetta di Miramare. «Stavamo effettuando uno dei consueti monitoraggio della zona, che realizziamo ogni settimana, legati a diversi progetti - spiega Saul Ciriaco - quando ci siamo imbattuti nella medusa e Marco è riuscito a effettuare il video. Spesso ci capitano piacevoli sorprese, la volta scorsa è stato il turno di una grande tartaruga. E tutto viene registrato, soprattutto quando si tratta di rarità come questa. A Trieste - sottolinea - è sicuramente la prima volta che viene segnalata: era capitato nel 2014 a Lignano e qualche tempo dopo a Pirano. Sono gli unici casi che conosciamo finora».



La medusa è stata descritta per la prima volta in Dalmazia nel 1880 dal naturalista Ernst Haeckel, e successivamente è stata avvistata pochissime volte. «L’esemplare ripreso a Trieste è più piccolo degli altri, notati in passato - dicono ancora gli esperti - e tra i suoi folti tentacoli si possono intravvedere due polmoni di mare (Rhizostoma pulmo). Non le stanno facendo compagnia, però: la Drymonema è una divoratrice di altre meduse, e ha una caratteristica molto particolare, la sua fase polipoide, ovvero la fase del ciclo biologico in cui rimane attaccata al fondo, può durare anche alcuni decenni. Ecco spiegati gli avvistamenti così rari. Talmente rari da non destare alcuna preoccupazione per il suo rinvenimento al largo delle nostre coste. Se mai la incontrerete - avvisano ancora - tenetevi alla larga, certo, ma consideratevi dei privilegiati».

Insomma meglio non avvicinarsi troppo e soprattutto non toccarla, considerando il rischio di dermatiti, visto il potere urticante.

La notizia, e il video di ieri, hanno fatto rapidamente il giro del web e dei social, con centinaia di condivisioni in tutta Italia. E nel frattempo restano nel golfo di Trieste anche le meduse “Aurelia Aurita”, più piccoline, viste le scorse settimane in gran numero da tante persone nei porticcioli di Barcola e Grignano, sulle Rive e anche all’ interno del canale di Ponterosso. Conosciute anche come “meduse quadrifoglio”, perché dotate di quattro cerchi sulla parte dell’ ombrello, sono state spinte vicino alla costa da venti e mareggiate e lì sono rimaste intrappolate. Anche in questo caso meglio non avvicinarsi troppo visto il loro potere urticante. —


 

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