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12 giugno, Trieste e Gorizia celebrano la liberazione dai titini. Nuovo blitz di CasaPound al "Preseren"

La scritta apparsa sul muro del Preseren a San Dorligo della valle

Striscione apparso in uno dei luoghi simbolo della comunità slovena a San Dorligo. Alle 10 al via le celebrazioni per la nuova festa del 12 giugno

TRIESTE “12 giugno - Né pace né perdono per terroristi e criminali titini”. È questa l'oltraggiosa scritta, a firma Casa Pound Italia, apparsa questa notte sul muro esterno del teatro Preseren di San Dorligo della Valle, uno dei luoghi simbolo della comunità slovena. Non è la prima volta che l’edificio viene preso di mira dall’estremismo di destra. Anche lo scorso anno la facciata della costruzione era stata imbrattata nottetempo.

“Evidentemente la pacifica convivenza fra le due comunità che abitano del nostro territorio e che sono prive di pregiudizi storici - ha subito commentato Roberto Potocco, capogruppo della lista di centrosinistra Insieme-Skupaj - non è accettata da chi fatica a distinguere fra la civiltà e il suo contrario. Qualcuno ha scelto ancora una volta il teatro Preseren e con esso il nostro Comune probabilmente per dare vita - ha aggiunto - a uno stupido e inutile tentativo di creare contrapposizioni”.

E proprio oggi, mentre Roma e Lubiana definiscono la restituzione del Narodni dom alla comunità slovena, le istituzioni locali celebrano il 12 Giugno come “Giornata della Liberazione dall’armata jugoslava”. Dopo che, nei giorni scorsi, il sindaco isontino Rodolfo Ziberna ha seguito l’omologo triestino Roberto Dipiazza proclamando la festività per Gorizia, la Slovenska Skupnost attacca la giunta: «Non ci sono altre giornate di liberazione di Gorizia se non quella ufficiale del 1 maggio 1945».

Nel frattempo Trieste si prepara alla sua cerimonia che, sottolinea l’assessora forzista Angela Brandi, «purtroppo dovrà tenersi in chiave minore a causa del coronavirus. L’unico rimpianto che abbiamo, oltre alle polemiche del sindaco di Fiume».

A Trieste oggi alle 10 si terrà un solenne alzabandiera in piazza Unità, alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti cittadini. Alle 10.20 nel famedio della Questura si terrà una commemorazione organizzata dalla Polizia di Stato in memoria dei poliziotti colpiti dalle epurazioni jugoslave. Alle 10.45 la tradizionale cerimonia al Parco della rimembranza, presenti le sigle dell’Esodo. Alle 11.30 ultima commemorazione nel cortile dell’ex Scuola allievi di Polizia di San Giovanni.

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