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Trieste, Andolina assolto dall’accusa di peculato

Marino Andolina

Per i giudici il medico non commise irregolarità ai danni del Burlo al tempo delle prime sperimentazioni con le staminali

TRIESTE Non colpevole. Il medico Marino Andolina, accusato di peculato ai danni dell’Irccs Burlo Garofolo, è stato assolto nel processo di primo grado per non aver commesso il fatto. Il collegio penale era presieduto da Enzo Truncellito con a latere Alessio Tassan e Francesco Antoni.

Il processo era uno dei filoni del famoso caso Stamina nel quale Andolina aveva patteggiato a Torino l’accusa di truffa. Dalle indagini degli inquirenti era emersa la possibilità che il dottore triestino non avesse informato i vertici del Burlo dell’accesso alla struttura di due pazienti ai quali era stata praticata la terapia ancora in fase sperimentale. Il processo era stato inviato al Tribunale di Trieste per competenza e il fascicolo era arrivato al pubblico ministero Antonio Miggiani con l’avvocato di parte civile Guido Fabbretti per l’Irccs.



«Il Burlo - ha commentato dopo la sentenza Andolina - è l’ospedale a cui ho dato la vita. Quando il pm ha chiesto l’assoluzione mi sono sentito più leggero, non ho pianto però è stata una sensazione piacevole e sono fiducioso sulla chiusura definitiva della vicenda. Ricordo quando nel 1984 ho fondato l’Unità semplice di trapianto di midollo, praticamente ero presente 24 ore al giorno insieme alle due infermiere, Giovanna e Rosa, le quali si alternavano su due turni. Un lavoro di volontariato perseguito fino al 2012». Il processo era iniziato nel 2018, le vicende erano risalenti al periodo 2009/2010 quindi il rischio prescrizione era elevato «per questo voglio ringraziare i giudici, il Pm e gli avvocati per il grande lavoro svolto consentendomi di arrivare a una sentenza in grado di liberarmi dall’angoscia di un’accusa così grave come il peculato», ha specificato il medico triestino.

Nel corso delle udienze erano sfilati medici e dirigenti i quali avevano ricostruito gli avvenimenti di quegli anni. Il Comitato indipendente di bioetica del Burlo era stato informato della volontà di provare la terapia e nonostante, non vi fossero ancora documentazioni medico-scientifica certe, era stato espresso parere favorevole, anche sulla base del decreto Turco per le cure compassionevoli. Sulle accuse di peculato si era inoltre espresso il Comitato dei garanti per l’area della dirigenza medica e veterinaria del servizio sanitario nazionale, assolvendo Andolina dall’accusa.

«Voglio ringraziare l’avvocato Alessandro Del Bello - ha aggiunto il medico - il quale è subentrato al collega Massimo Bergamasco venuto a mancare durante il processo. Sono fiero di avere un Tribunale che lavora con serietà». —


 

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