«I soldi sono falsi». E al Caffè degli Specchi di Trieste scatta il parapiglia

Ubriaco paga con un taglio da 200 euro (alla fine risultato vero) rifiutato dalla macchinetta, poi aggredisce la Polizia: in cella

TRIESTE Momenti di tensione, decisamente insoliti per il più turistico e frequentato dei locali storici triestini, quelli vissuti l’altra sera al Caffè degli Specchi. Il 39enne serbo J.D., visibilmente in stato di ubriachezza, ha tentato di pagare le sue consumazioni al bancone con una banconota da 200 euro.

Il “duecentone”, al momento del controllo di routine che il personale effettua in caso di fogli di grosso taglio, è stato però rifiutato dalla macchinetta rilevatrice di banconote false. Denaro contraffatto o un allarme “a vuoto”della macchinetta? Il timore che potesse trattarsi di soldi falsi era legittimo, anche in considerazione dell’atteggiamento tutt’altro che conciliante del cliente, improntato su un’arrogante nonchalance.



Oltre a pretendere di pagare con la maxi-banconota respinta dal rilevatore, aveva proposto con inusitata leggerezza al gestore di tenersi pure 50 euro di resto come mancia. Una mera esibizione di prodigalità, accentuata dall’ebbrezza alcolica? Fatto sta che, comprensibilmente, l’esercente si è insospettito sempre di più e si è convinto a chiamare le forze dell’ordine, anche perché nel frattempo era stato impossibile non notare che l’anomalo cliente teneva nel borsello ulteriori banconote, seppur di taglio più piccolo.



Giunti subito in piazza Unità, i poliziotti della squadra volante hanno individuato il soggetto, che con fare aggressivo e provocatorio, si è rifiutato di fornire le proprie generalità opponendo resistenza e tentando di colpire gli agenti, i quali sono riusciti comunque a bloccarlo e a identificarlo. Il controllo si è esteso a quel punto anche alla sua camera d’albergo, dove la polizia ha rinvenuto e sequestrato un quantitativo spropositato di altre banconote: una scoperta che certo non ha contribuito a ridimensionare i sospetti. Nella stanza aveva lasciato ben 30 mila euro. Perché l’uomo era venuto in città con tutti quei contanti? E soprattutto: si trattava di soldi veri o falsi?

Per il 39enne, nel frattempo, era scattato l’inevitabile arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Ancora in corso le indagini, che hanno portato anzitutto a verificare la veridicità delle banconote sequestrate e puntano ora a scoprire per quale motivo l’uomo si trovasse a Trieste con un quantitativo di contanti così ingente.

Dai primi riscontri, emersi ieri pomeriggio, sia la banconota da 200 euro esibita agli Specchi, sia le altre sono risultate autentiche. Nel primo caso si sarebbe trattato quindi di un semplice e occasionale problema di lettura del rilevatore, ma per quanto riguarda la provenienza e la destinazione dei 30 mila euro scoperti in albergo il rebus è ancora tutto da decifrare. —

P.T.

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