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La protesta dei portuali contro il verdetto Anac pronta a invadere Roma

«Se il Tar del Lazio non concederà la sospensiva riassegnando a D’Agostino la presidenza, sfileremo nella capitale». Sabato raduno in piazza Unità

TRIESTE Il vento forte della protesta non smette di soffiare sul Porto di Trieste. Anzi, la mobilitazione dei “camalli” si prepara a compiere ulteriori salti di qualità. Intanto chiamando a raccolta la città per una grande manifestazione in piazza Unità. E, nel caso in cui il Tar del Lazio non dovesse accogliere la sospensiva e riaffidare la presidenza dello scalo Zeno D’Agostino, addirittura scendendo a Roma.

Il primo appuntamento, in attesa della sentenza romana la cui data è incerta, è per le 12 di questo sabato. In piazza Unità verrà allestito un palco dal quale parleranno lo stesso D’Agostino, il sindaco Roberto Dipiazza e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. «Guardiamo la situazione con ottimismo - ha spiegato Stefano Puzzer del Coordinamento lavoratori portuali -. Se il Tar dovesse però rigettare il ricorso, inevitabilmente si vivranno momenti caldi perché i portuali e i triestini ritorneranno in piazza e, oltre a bloccare lo scalo, andranno a far sentire le loro ragioni a Roma. Non ho mai visto un’unità simile attorno ad una sola persona».



Unità confermata anche dalle tante voci intervenute ieri alla presentazione della manifestazione di sabato: dai rappresentanti sindacali al sindaco Dipiazza, dai vertici degli spedizionieri agli esponenti politici di tanti schieramenti diversi. Unico partito non rappresentato Forza Italia.

Dal mondo sindacale Paolo Peretti della Filt Cgil ha ricordato «i tre elementi chiave del rilancio dello scalo: “internalizzazione” dell’attività, sviluppo della rete ferroviaria morta da 15 anni e creazione di un’agenzia da oltre 300 posti di lavoro». Marco Rebez della Uil trasporti ha evidenziato come «si sia creato un patto sociale tra le realtà sindacali e le aziende che operano nello scalo. Dobbiamo ripartire in maniera ancora più forte dopo l’emergenza Covid». «Vogliamo cambiare il “no se pol” triestino - ha aggiunto Sasha Coluatti delle Usb - e il porto rappresenta l’elemento chiave per il rilancio della città».



Dipiazza da parte sua ha ricordato il grande lavoro fatto in questi anni insieme a D’Agostino: «La politica è concorde, spero che il ricorso al Tar lo riporti quanto prima al suo incarico». I leghisti Danilo Slokar e Giuseppe Ghersinich hanno evidenziato come la città sia al fianco del presidente decaduto. Francesco Russo e Roberto Cosolini del Pd hanno posto l’accento sul grande rilancio dello scalo dopo anni di immobilismo («Trieste per la prima volta ha dimostrato il grande amore per il porto»). Mentre Claudio Giacomelli di Fratelli d’Italia e Andrea Ussai (M5S) hanno posto l’accento rispettivamente sulle colpe della burocrazia, e sull’impegno sul fronte dell’extradoganalità dimostrato dal presidente decaduto. Infine gli operatori portuali. Alessandro De Pol degli Agenti marittimi e Stefano Visentin presidente degli Spedizionieri regionali hanno parlato di un porto che ha ritrovato dignità. «Questo dispositivo penalizza pesantemente il nostro scalo - ha aggiunto Visentin - perché è difficile da spiegare all’estero».



E proprio dei danni provocati al porto dalla vicenda Anac, anche a livello di immagine, ha parlato il neocommissario Mario Sommariva. «È molto difficile far capire all'estero cosa è successo. Visto che il verdetto è arrivato dall’Anticorruzione c’è chi pensa appunto che ci sia in ballo un profilo corruttivo, che invece non c’è. Da questo punto di vista - prosegue Sommariva - c'è un danno di immagine non tanto di una persona, ma di una città, di un porto, di una comunità, di un Paese. Un danno enorme». Quanto alla battaglia legale Sommariva ha confermato l’avvenuta presentazione del ricorso al Tar. «Ora aspettiamo la fissazione dell'udienza. I ricorsi sono due: uno a nome del presidente D'Agostino e l'altro a nome dell'Autorità di sistema portuale. Abbiamo fatto accesso agli atti, i nostri legali stanno mettendo assieme la varia documentazione. L'elemento di dibattito a livello giudiziario è il fatto se il presidente possedeva o meno poteri di gestione diretta e questi poteri non c'erano». Infine la manifestazione di sabato. Sommariva ha garantito che ci sarà. «Questa vicenda ci rallenterà per qualche mese ma l’abbraccio della città ci darà più forza e coraggio per arrivare agli obiettivi prefissati». —
 

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