La Polizia blocca 7 migranti a Trieste: quarantena fiduciaria violata

Gli stranieri si erano allontanati dalle strutture Caritas dove devono trascorrere il periodo di isolamento obbligatorio disposto dalle norme anti-coronavirus per chi arriva dai Paesi extra Ue

TRIESTE Sette persone sono state denunciate a Trieste nell’ambito dei controlli anti-Covid per aver violato l’isolamento preventivo. La Squadra Volante della Questura ha infatti sorpreso i sette, tutti stranieri, mentre si allontanavano dalle strutture Caritas nelle quali stavano trascorrendo il periodo di quarantena fiduciaria di 14 giorni. Non è la prima volta che capitano episodi simili. Tuttavia, spiega la Caritas, la situazione è sempre sotto controllo.



«Il quadro non è peggiorato ed è sotto controllo. Bisogna sottolineare che la Caritas non ha funzioni di polizia e alcun potere coercitivo o restrittivo delle libertà delle persone – sottolinea il direttore della Caritas, don Alessandro Amodeo –. Queste persone hanno gli obblighi di qualsiasi cittadino italiano che deve osservare l’isolamento preventivo. Quanti triestini sono scappati di casa in questo periodo e non hanno rispettato quindi l’obbligo di isolamento? La stessa cosa accade per i migranti, né più né meno. Sono cose che possono accadere. Noi, comunque, lavoriamo a stretto contatto con la Prefettura e altri enti. E, d’accordo con la stessa Prefettura, abbiamo rinforzato il numero di operatori notturni e diurni. Sono aumentati anche i passaggi e le verifiche delle forze dell’ordine sul territorio, che infatti poi riescono a recuperare chi ha violato l’isolamento».



Sono molti quindi gli sforzi di Caritas, Ics e Prefettura, che assieme operano per garantire delle strutture che accolgano i richiedenti asilo in arrivo dalla rotta balcanica. Questi infatti sono obbligati, in tale periodo di emergenza, come qualsiasi altro straniero proveniente dai Paesi extra Ue, a osservare un periodo di isolamento preventivo. E gli sforzi aumentano di giorno in giorno soprattutto perché il numero di migranti da maggio, come ormai da diversi anni, è in continuo aumento.

A Trieste, da più di un mese, arriva infatti una media di migranti al giorno tra i 30 e i 60. Tra gli ultimi rintracci, c’è quello dello scorso venerdì, quando una sessantina di migranti, fra cui una decina di minorenni, di nazionalità afghana e pachistana, è stata individuata dalla Polizia di Frontiera di Trieste e dagli agenti del Commissariato di Muggia tra il comune rivierasco e quello di San Dorligo della Valle. Le persone sono state avvistate a più riprese. E a proposito delle strutture per la quarantena, proprio negli scorsi giorni i tre primi cittadini di Trieste, Gorizia e Tarvisio hanno inviato una lettera al premier Giuseppe Conte e ai ministri agli Affari esteri Luigi Di Maio e dell’Interno Luciana Lamorgese, richiamando l’attenzione «sul grave problema dei nuovi arrivi di richiedenti asilo e la mancanza di strutture per quarantena di minori stranieri non accompagnati a Trieste e Gorizia». —


 

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