Trieste, i forzisti solidarizzano con Zeno D'Agostino ma ne criticano la linea filo-cinese

Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente dell'Autorità portuale di Trieste Zeno D'Agostino (foto dell'inviato Diego D'Amelio)

Negata con forza la “regia” di Giulio Camber dietro all’operazione Anac «Resta però la contrarietà alla scelta di svendere lo scalo a Pechino» 

TRIESTE Forza Italia Fvg nega in maniera compatta l’esistenza di regie camberiane dietro la “defenestrazione” di Zeno D’Agostino, ma si spacca sui rapporti con la Cina. Ieri i vertici del partito hanno diffuso un comunicato: «La nostra solidarietà umana a D’Agostino. Ma ribadiamo che il Cinavirus non deve contaminare il Porto di Trieste, consci che il trattato dell’anno scorso tra Cina e Italia ne determina il controllo da parte di Pechino».

La firma congiunta è di Sandra Savino, coordinatrice regionale azzurra, Giuseppe Nicoli e Alberto Polacco, capigruppo in Consiglio regionale e comunale di Trieste. Al telefono Polacco ha poi spiegato: «Da tempo siamo contrari alla svendita del Porto, elemento strategico nazionale che va difeso. E il momento è drammatico, la Cina è stata accusata di poca chiarezza sul coronavirus anche dall’Oms».

L’espressione “Cinavirus” è dunque voluta? «È legittimo porre questioni politiche sul Porto: siamo da sempre critici sulla cosiddetta Nuova via della seta. Ciò nulla ha a che vedere con la vicenda D’Agostino, di cui riconosciamo l’operato: c’è stata una decisione dell’Anac, di cui prendo atto senza commentare». E le voci che parlano di una regia occulta di Giulio Camber? «Pura fantascienza. C’è sempre stato chi ce l’ha con Camber».



Sempre a questo proposito «non ho la sfera di cristallo – afferma il deputato forzista Guido Germano Pettarin – ma non credo ai complotti. So invece per certo che la burocrazia è un animale complicato. Ribadisco le mie totali stima e solidarietà a Zeno, come tecnico e come uomo. Sono sorpreso dal provvedimento Anac e sospetto si basi su un’interpretazione infondata. Bene ha fatto il governo a nominare subito un commissario, nel segno della continuità». Pettarin prende poi le distanze dalla linea di Savino: «Non condivido il suo comunicato. Le convenzioni tra Autorità portuale e soggetti cinesi sono puri “gentlemen’s agreement”, non vincolanti, sottoscritti dopo un complesso iter con autorità nazionali e comunitarie».



Nemmeno Piero Camber, ex consigliere regionale, crede al «complotto» e scrive su Fb: «Col presidente D’Agostino spero di poter prendere nuovamente, quanto prima, un calice. Avversari forse, nemici mai». Così il consigliere comunale Bruno Marini sempre sull’ipotesi Giuli oCamber: «Non credo perché lui ha coraggio quando prende posizioni politiche. Lo dico pur non avendo più rapporti con lui, dopo un’amicizia durata 45 anni, a causa della nostra divergenza su Savino».

Quanto alla nota ufficiale di Fi, «in questo momento parlare di “Cinavirus” mi pare inopportuno, per forma e contenuto – continua Marini –. Mi dispiace ci sia la firma di Polacco, di cui ho stima». Più in generale Marini esprime «solidarietà ai lavoratori portuali e «perplessità» sulla nomina a commissario di Mario Sommariva. —

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