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Stroncato il traffico di cuccioli dall’Est. Nel furgone 39 cagnolini e 100 criceti

Il gatto di razza Bengal in gabbia

Operazione della stazione Forestale e della Polstrada di Gorizia. Denunciato un lombardo di 54 anni Stipato nel mezzo anche un gatto di razza Bengal. Il controvalore commerciale era di 60 mila euro

GORIZIA Uno squallido schema consolidato. Purtroppo. E che conferma come il Friuli Venezia Giulia e Gorizia siano la linea del fronte in cui, più che altrove, si combatte il traffico illegale di cuccioli di cane dall’Est Europa.



Un’ulteriore conferma (se mai ce ne fosse bisogno) la si è avuta l’altro pomeriggio. Un traffico illegale di cani, ma non solo, è stato scoperto congiuntamente dalla stazione forestale di Gorizia e dalla Polstrada, con il coordinamento del Centro operativo autostradale (Coa) di Udine. Ma non si è trattato solamente di cani introdotti illegalmente e abusivamente sul territorio nazionale ma anche di un gatto di razza e di cento criceti. Una scoperta importante anche dal punto di vista numerico che evidenzia come il traffico illegale di cuccioli continui imperterrito e senza freni anche in un periodo difficile e di frontiere chiuse come quello attuale a causa del Covid-19.

Entriamo nel dettaglio. Durante uno specifico servizio di contrasto al fenomeno del commercio illegale di cuccioli di animali da affezione verso le 17 di martedì scorso (2 giugno) è stato sottoposto a un controllo un furgone al casello autostradale di Palmanova. Non una verifica casuale perché, a quanto pare, la forestale stava dando la caccia all’individuo ormai da qualche tempo.

Le gabbie in cui erano sistemati cani e criceti all’interno dei furgone


Alla guida del mezzo c’era A.B. (sono state fornite solamente le iniziali), originario della Lombardia, 54 anni. Nel corso del controllo, gli agenti hanno accertato la presenza a bordo del veicolo di trentanove cuccioli di diverse razze di cani, tra cui barboncini, cocker, bulldog francese, husky siberiano, spitz, cavalier king, maltese, boston terrier, shiba inu, golden retriver, teckel. Non solo. Non solo. Nel furgone c’erano anche uno splendido esemplare di gatto di razza bengal oltre a un centinaio di criceti. E questa costituisce una novità assoluta visto che, ad oggi, venivano sempre intercettati mezzi con cuccioli di cane importati illegalmente: evidentemente, la frontiera dell’interesse per le specie di razza si sta ampliando.

Nel corso del controllo dei documenti, gli agenti hanno chiesto all’autotrasportatore, che proveniva dall’Ungheria, i passaporti e la documentazione sanitaria degli animali. All’apparenza i documenti sembravano tutti regolari, per cui il trasporto poteva essere legittimo. Il conducente, titolare di due negozi di vendita di animali in Lombardia, ha giustificato il trasporto per «motivi commerciali», esibendo anche i documenti degli animali.

Ma c’era qualcosa che non andava. Gli agenti si sono insospettiti del fatto che i cuccioli apparivano troppo piccoli, per cui non idonei ad essere ancora commercializzati: come è noto devono avere quasi quattro mesi di età tra lo svezzamento e il periodo dell’antirabica. Per fugare ogni dubbio, hanno fatto così intervenire in loco i veterinari dell’Azienda sanitaria del Distretto di Palmanova. «Per procedere agli ulteriori accertamenti - fanno sapere la Polstrada e il Corpo forestale - il personale operante ha raggiunto il canile sanitario di Udine, dove gli animali sono stati sottoposti ad un’accurata visita medica». E, nel corso degli accertamenti, i dubbi e le perplessità che si erano manifestati sin dalla prima ora hanno trovata ampia conferma. È emerso, così, che l’età dei cuccioli non era compatibile con quanto dichiarato nella documentazione esibita, per cui gli animali non erano idonei ad essere immessi nel circuito commerciale europeo.

A quel punto, è scattata la denuncia ai danni del lombardo A.B. in quanto resosi responsabile dei reati previsti e puniti dagli articoli 4 della legge 201 del 2010 (legge riguardante la protezione degli animali da compagnia) e per uso di atto falso. Tutti gli animali sono stati sottoposti a sequestro penale ed affidati in custodia al canile sanitario di Udine. I cuccioli, immessi sul mercato, avrebbero fruttato un controvalore commerciale pari a circa 60.000 euro. Alta rimane la sensibilità della Polizia di stato e del Corpo forestale regionale del Fvg circa il controllo del trasporto e della commercializzazione di animali da affezione provenienti dall’estero, spesso oggetto di traffici illeciti.

Il traffico dei cuccioli è un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro all’anno, legato al valore economico degli animali. Cuccioli dell’Est acquistati a circa 60 euro sono venduti a prezzi anche fino a 20 volte superiori. Ciò compensa ampiamente anche le perdite dovute all’alta mortalità dei cuccioli: si stima che sia intorno al 50 per cento tra il trasporto e dopo l’arrivo in Italia.

I cuccioli - fa sapere la Lav (Lega antivivisezione) - nascono in allevamenti a conduzione familiare o in vere “fabbriche di cuccioli”: strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione. —

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