Caso D'Agostino, a Trieste lo sdegno bipartisan: «E ora tutti in pressing per risolvere il problema»

Il commissario del porto di Trieste Zeno D'Agostino

Dipiazza: «Folle, già al lavoro per venirne a capo». Cosolini: «Applicazione normativa ottusa». Paoletti: «Così si rischia di compromettere lo sviluppo». Rosato: «Interpretazione forzata» 

TRIESTE. Le istituzioni e gli eletti del territorio esprimono solidarietà e sostegno a D’Agostino. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, oltre alla «solidarietà» di rito, aggiunge lapidario: «Spero si risolva presto il caso». Il sindaco Roberto Dipiazza spiega, «dal punto di vista personale», di ritenere «quella dell’Anac una decisione folle», e aggiunge di star già «lavorando perché D’Agostino possa rimanere alla guida dell’Authority in qualità di commissario». Subito dopo aver appreso la notizia, fa sapere Dipiazza, «tutte le istituzioni compatte, senza distinzioni politiche, stanno lavorando per cercare di risolvere questo problema». In questo momento la città, sottolinea ancora il sindaco, «ha bisogno di D’Agostino». La sentenza, conclude, «è la ciliegina sulla torta di questo anno funesto».

«Mi sono confrontato con Dipiazza e ho sentito immediatamente il ministro De Micheli - così il consigliere regionale Pd Francesco Russo - che mi ha assicurato che il ministero sta lavorando a una soluzione e sono fiducioso che verrà trovata in tempi brevi. Resta l’assurdità di una vicenda che si può riassumere così: la burocrazia, invece di premiare i decisori pubblici che lavorano bene decide di metterli alla porta con un cavillo. E questo non è accettabile».



La deputata del Pd Debora Serracchiani, presidente regionale ai tempi dell’arrivo di D’Agostino a Trieste, dichiara: «La questione che si apre ha aspetti ancora da approfondire ma comunque impone il tema immediato di non bloccare lo sviluppo della portualità e della logistica a servizio del Paese e della regione. Le diverse competenze istituzionali sono state attivate per evitare conseguenze negative al porto di Trieste: la filiera della logistica, lo sviluppo di una piattaforma di produzione e servizi». Serracchiani riconosce poi «al presidente D’Agostino di aver saputo in questi anni catalizzare grandi energie attorno allo scalo».

Il vicepresidente della Camera Ettore Rosato (Iv) definisce D’Agostino «la più grande risorsa per il porto di Trieste in questi anni» e aggiunge: «È una interpretazione che io giudico forzata quella che vorrebbe interrompere il suo prezioso lavoro all’Autorità portuale. Nel frattempo ho già dato la mia disponibilità alla ministra De Micheli, che comunque si è già attivata, per dare una mano affinché si trovi una soluzione». Il presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti si dice a sua volta «profondamente dispiaciuto. Con D’Agostino si lavora bene e auspico si garantisca continuità all’azione portuale. Ci sono investimenti e progetti in corso che potrebbero essere compromessi ».

L’ex sindaco Roberto Cosolini , attuale consigliere regionale Pd, esprime «stima e solidarietà. Vediamo come un’applicazione ottusa e senza senso di una norma fuori dal contesto che l’ha generata riesce a determinare un grave danno. Notizie così ti fanno cadere le braccia». Solidale anche il consigliere regionale di Fdi Claudio Giacomelli: «Mi sembra un atto sproporzionato e incomprensibile. Auspico che il ministro restituisca quanto prima al presidente piena operatività». Dal mondo sindacale, per l’Usb «è necessario confermare D’Agostino e non compromettere percorsi e decisioni che hanno rappresentato e che rappresentano un sistema pubblico che funziona e crea occupazione».—

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