A Monfalcone “scatti” di storia tra Timavo e Isonzo. E c’è un ospite speciale: lo Spadone

Al Museo della Cantieristica la mostra itinerante con la sezione dedicata al reperto medioevale e alla nave romana 

MONFALCONE Una Storia per Immagini - Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo ed Isonzo: l’ultima tappa della mostra fotografica itinerante ha trovato accoglienza al Museo della Cantieristica navale con un prezioso valore aggiunto. La sezione straordinaria “Storie nella Storia”. Tanto che a suscitare il grande impatto emotivo è un “ospite” speciale: al centro della sala allestita per la doppia esposizione, “ruba la scena” lo Spadone medioevale, riemerso dagli scavi nel corso della ristrutturazione del municipio (2014-2015), sapientemente restaurato da Daniele Pasini. Dal laboratorio del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, la spada “bastarda” (ad una mano e mezza, un “ibrido” utilizzato in Europa dalla fine del 1300 fino a tutto il 1400), ieri mattina, all’inaugurazione dell’esposizione (rimarrà aperta fino al 28 giugno), spicca, “blindata” dal vetro e raccolta all’interno di una morbida tela. In parallelo scorrono le immagini in bianco e nero di Flavio Snidero, dell’associazione Obiettivo Immagine di Gradisca, a consegnare altrettanta emozione: si tratta della nave romana rinvenuta nella zona del Lisert negli anni Settanta, assieme ai resti della “villa della Punta”. Reperti databili tra il primo secolo a.C. e il secondo secolo d.C. Il relitto romano, musealizzato ad Aquileia, non è più esposto. Lo Spadone e le immagini della nave romana rappresentano dunque l’evento nell’evento della duplice mostra. Il reperto medioevale ha così fatto la sua comparsa a Monfalcone, per la prima volta in visione al pubblico. Un “soggiorno” temporaneo, ma si punta alla permanenza definitiva in città, collocato dove è stato scoperto. Lo ha ricordato il sindaco Anna Maria Cisint, durante la presentazione della mostra: «La casa dello Spadone è il municipio, nella speranza che possa tornare definitivamente a Monfalcone».



La mostra “Una Storia per Immagini”, accompagna il visitatore in un viaggio i segni della presenza antropica dai castellieri della protostoria a quelli dello sviluppo industriale odierno. È organizzata nell’ambito del progetto “SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio tra il Timavo e l’Isonzo”, promosso dall’associazione culturale Lacus Timavi di Monfalcone e finanziato dalla Regione. Progetto ideato insieme alle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci. Un’iniziativa voluta per divulgare la conoscenza e le testimonianze storiche, archeologiche e artistiche della città e del territorio circostante al di fuori della cerchia degli specialisti. La sezione dedicata allo Spadone e alle immagini del relitto romano è sempre curata dalle tre archeologhe. Saranno anche proposte le foto scattate al momento della scoperta, concesse dal Polo Museale Fvg.

Cisint ha parlato di una giornata emozionante: «Il Muca è la nostra storia, la nostra identità», ha detto sottolineando l’importanza di rendere fruibili i reperti storici del territorio. Ha evidenziato il grande lavoro di squadra: «Il sistema pubblico assieme al privato, ossia le associazioni, e le competenze degli esperti, può raggiungere importanti obiettivi. E oggi abbiamo vinto una partita». A far squadra la Soprintendenza Fvg. Paola Ventura, funzionario archeologo responsabile dell’Area Patrimonio archeologico, ha raccolto il messaggio: «La spada medioevale è stata restaurata in prospettiva dell’area archeologica del municipio. Lavoreremo perché torni a Monfalcone, in un più ampio progetto che valorizzi il sito museale, assieme a tutti gli enti preposti, per un’esposizione permanente». Monfalcone, ha aggiunto, ha molti siti visibili, ma anche invisibili. Ha parlato di piena collaborazione affinché si possa continuare a restituire alla città i materiali che giacciono nei magazzini. Primo step il ritorno definitivo dello Spadone.

Il presidente dell’associazione Lacus Timavi, Andrea Fasolo, ha osservato: «È l’ultima tappa della mostra fotografica itinerante, affiancata dalla nuova sezione con la spada medioevale e l’imbarcazione romana, antesignana della tradizione manifatturiera della cantieristica navale, per la quale questa è la sede naturale». Il progetto ha compreso open day e conferenze, poi “stoppate” dall’emergenza Covid-19. Entro l’estate sarà presentato un libro-guida sugli itinerari turistici tra il Timavo e l’Isonzo, unitamente ad un sito web dedicato al progetto. Altro motore Obiettivo Immagine. Il vicepresidente Flavio Snidero ha affermato: «Tirando una prima somma si può ben dire che il gioco di squadra è produttivo. Come fotografi ci siamo già occupati del territorio tra il Timavo e l’Isonzo portando le immagini dell’Isontino all’Expo 2015 di Milano. Con l’associazione Lacus Timavi abbiamo affrontato una sfida importante, grazie anche al team di tre archeologhe».—

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