Trieste, la rabbia dei gestori degli stabilimenti privati: «Regole non rispettate sulle spiagge libere: è concorrenza sleale»

Persone distese al sole a Barcola nei giorni scorsi (Silvano)

La categoria insorge: «Investiamo per adeguare le attività ma attorno vediamo violazioni e poco rigore»

TRIESTE «Non abbiamo paura della concorrenza, ma le regole devono essere uguali per tutti, altrimenti quella concorrenza diventa sleale». I gestori degli stabilimenti balneari della provincia di Trieste storcono il naso nel vedere quanto nel corso dell’ultimo fine settimana è successo sulle spiagge libere. «Pochi controlli, in alcuni casi totalmente assenti. E poi nessun dispositivo previsto dalle linee guida per il riavvio della nostra attività, nessuna sanificazione», osserva Marco Salviato, delegato provinciale del Sib e concessionario del Bagno San Rocco di Muggia. L’imprenditore, così come gli altri gestori degli stabilimenti privati, ha buttato l’occhio in questi giorni su quanto è successo a Barcola, sulla Costiera o sul lungomare di Muggia.

«Quelle aree non sono ancora state messe in sicurezza – valuta Salviato –, i lavori immagino siano in corso e, dunque, non andavano rese già fruibili per rispetto dei privati che si stanno adoperando e stanno investendo per preparare i loro stabilimenti alla riapertura rispettando le linee guida, a garanzia della salute di tutti. Se risalgono i contagi – sottolinea Salviato – il governatore Fedriga sarà costretto a farci richiudere, e noi a nostra volta saremo costretti a portare i libri in tribunale». La posizione del referente Sib è pienamente condivisa dagli altri gestori, perplessi e infastiditi dal riscontrare sulle spiagge libere, malgrado la possibilità di accedervi, la mancata applicazione delle linee guida.

«O vengono tolte le linee più restrittive alle spiagge attrezzate, ai nostri stabilimenti, o va imposto il controllo anche sulle spiagge libere, altrimenti un gruppo di amici è ovvio tenderà ad andare dove ci sono meno regole da osservare e maggiore libertà», precisa Alex Benvenuti che attraverso Magesta gestisce gli stabilimenti di Grignano 1 e 2. «È paradossale – valuta l’imprenditore – che in questi giorni a due metri dal mio stabilimento, non appena dalla mia struttura si passa all’area libera della Costiera, ci sia gente che non osserva alcuna regola, che gestisce le sue ore al sole come meglio crede. L’auspicio – conclude – è che la salute sia tutelata ovunque, e non solo nelle spiagge e negli stabilimenti dove si paga un accesso».

Come Benvenuti, anche Luca Calabrò, gestore dello stabilimento Le Ginestre, vede sfilare gruppi di bagnanti a pochi metri dal perimetro della sua struttura, inosservanti di qualsiasi regola di sicurezza: niente mascherine, nessuna distanza e, ovviamente, nessuna tracciabilità. Quando invece ad uno stabilimento balneare, dove sarà privilegiato (dunque, non obbligatorio) l’accesso previa prenotazione, viene imposto di mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. «Stiamo facendo tanti sacrifici per adeguarci a delle linee guida comunque penalizzanti – sostiene Calabrò – ed è demoralizzante vedere quanto stia accadendo nelle spiagge libere. Se c’è rigore nei nostri confronti, deve esserci per tutti, altrimenti quelle regole perdono di valore e verranno prese sottogamba».

«Per adeguarci alle linee guida anti-contagio da coronavirus e per riorganizzare di conseguenza la struttura stiamo facendo degli investimenti – spiega Francesco Minucci, tra i titolari di Sticco Mare –, rispettando le distanze di sicurezza imposte i lettini diminuiranno, il personale necessita di formazione: gli sforzi per affrontare la stagione sono importanti. Se l’obiettivo delle nuove disposizioni è garantire la sicurezza, quelle regole a tutela della salute vanno rispettate ovunque, non solo dai privati».

La maggior parte degli stabilimenti della provincia di Trieste dovrebbe aprire tra il 5 e il 10 giugno. Forse Bagno San Rocco potrebbe anticipare i tempi, spalancando le sue porte dal prossimo lunedì, ma i lavori di adeguamento della struttura – in queste ore un escavatore è in azione per ripiantare i pali degli ombrelloni che poi andranno ancorati con solide basi –, utili a rispettare le nuove normative, sono in corso, e qualche imprevisto potrebbe rimandare di un paio di giorni l’avvio della sua stagione.

Gli stabilimenti balneari ora sono in attesa dell’ordinanza quadro per la stagione balneare del presidente della Regione, seguita a ruota da quella che disporranno il sindaco e l’Autorità di sistema portuale, oltre a quella sulla sicurezza balneare della Capitaneria di porto. Documenti di riferimento per tracciare il perimetro dell’attività all’interno degli stabilimenti che quest’anno verrà inevitabilmente stravolta dalle esigenze sanitarie. —

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