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L’Austria apre i passaggi per il sud: tedeschi e svizzeri verso il Fvg

Il sito del ministero degli Interni di Vienna scrive che già adesso questo è possibile e non solo da giugno, quando prima l'Italia il 3 e poi la Germania - il 15 - riapriranno i loro confini

Mauro Manzin
2 minuti di lettura

TRIESTE Quelli con l’Italia e la Slovenia sono confini «problematici», parola del cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Se Vienna dovesse mantenere il black-out con il Belpaese anche dopo il 3 giugno il Friuli Venezia Giulia potrebbe intonare il De profundis per il suo già martoriato turismo al tempo del coronavirus. Per Grado e Lignano sarebbe la fine.

Ma ecco che ieri improvvisamente, scoprendo un po’ l’acqua tiepida, l' Austria, che per il momento per i suoi cittadini tiene chiuso il Brennero e Coccau, ha annunciato che i tedeschi così come gli svizzeri potranno comunque raggiungere l'Italia, attraversando il Paese, senza però fare soste in territorio austriaco. Il sito del ministero degli Interni di Vienna scrive che già adesso questo è possibile e non solo da giugno, quando prima l'Italia il 3 e poi la Germania - il 15 - riapriranno i loro confini. E lo ribadisce anche Hermann Gahr, responsabile per i rapporti con l'Alto Adige del partito popolare Oevp. «Che l'Austria impedisca il passaggio ai turisti tedeschi che vogliono raggiungere l'Alto Adige è una favola che evidentemente è stata raccontata con uno scopo preciso», commenta (ovviamente) l'esponente del partito del cancelliere Kurz. Sono numerosi i tedeschi che hanno case di villeggiatura in Italia e che non vedono l'ora di tornare dopo la lunga assenza imposta dal lockdown. In Germania gli avvisi per i viaggi all'estero, i cosiddetti sconsigli, dovrebbero scadere il 14 giugno.

Aveva suscitato parecchio clamore, come detto, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz che nei giorni scorsi aveva sentenziato che attualmente un'eventuale riapertura del confine con l'Italia sarebbe «irresponsabile». Questo però non riguarda i tedeschi. Il “corridoio” è sostanzialmente in vigore dall'inizio dell'emergenza coronavirus, quando i tedeschi hanno fatto rientro in Germania. Al Brennero le autorità austriache fecero addirittura controlli a campione per verificare che il serbatoio della macchina fosse sufficientemente pieno per percorrere i 120 chilometri che separano il valico italo-austriaco dal confine tedesco a Kufstein.

Dietrologie e partitologie a parte un punto resta fermo: fino al 3 giugno non si fa niente e fino al 3 giugno la diplomazia ha tempo per trattare come ha confermato lo stesso ministro degli Esteri Di Maio pronto a recarsi assieme al ministro del Turismo Dario Franceschini a Lubiana, Vienna e Berlino per spiegare come stanno le cose.

Il Friuli Venezia Giulia resta con il fiato sospeso e come invoca il suo governatore Fedriga,che già venerdì ha scritto a Di Maio: «No ad aperture asimmetriche dei confini». In Fvg il peso delle presenze tedesche viaggiava, prima della pandemia, a due cifre attorno al 16-17%del totale delle presenze estere, mentre la parte del leone spetta agli austriaci con oltre il 40% delle presenze stesse in regione. Il trend era positivo con Grado, Lignano e anche Trieste che evidenziavano performance più che lusinghiere. In Italia mediamente i tedeschi spendono circa 6 miliardi di euro. La posta in palio è altissima e visto come sta agendo la Croazia non si possono escludere “colpi bassi”. Del resto qui non si tratta di un punto percentuale in più o in meno, ma si parla di vita o di morte, del turismo in Fvg. —

M. MAN.

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