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Coronavirus, imbarchi “scaglionati” e mascherine in volo: il Trieste Airport si prepara alla ripresa

Copertura di naso e bocca da cambiare ogni 4 ore nei viaggi in aereo più lunghi. lo scalo di Ronchi spera in regole uniformi sul distanziamento sociale dal 2 giugno

TRIESTE Dovremo abituarci a volare con le mascherine a coprirci naso e bocca. Dal momento in cui si entra in aeroporto fino all’arrivo a destinazione. Sarà la regola base per la ripresa del traffico aereo, mentre il distanziamento sociale a bordo è raccomandato, a una distanza di 1,5 metri, ma non obbligatorio. Nei giorni in cui le compagnie, pure Alitalia, riprogrammano le agende post-emergenza Covid-19, Easa (Agenzia europea per la sicurezza aerea) e Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), su richiesta della Commissione Ue, hanno stabilito e diffuso le linee guida anti-coronavirus.

Coronavirus, i primi controlli al Trieste Airport



In un documento di 28 pagine si osserva innanzitutto che, per convincere le persone a tornare a volare, bisogna garantire ai passeggeri che l’aria filtrata che respirano a bordo sia più pulita di quella a terra. E dunque servono le mascherine, tranne che per i bambini sotto i 6 anni, per tutta la durata del viaggio, con sostituzione prevista ogni quattro ore, per cui sarà necessario portarne più di una nei collegamenti di una certa lunghezza.

Chi non rispetterà la disposizione sarà fatto scendere dall’aereo o finirà nella lista dei «unruly passengers», con consegna alle forze dell’ordine locali una volta atterrati. Quanto al distanziamento sociale, le compagnie vengono invitate ad assicurare la separazione fisica tra i passeggeri che non viaggiano assieme, «dove consentito dal numero degli utenti, dalla configurazione della cabina e dai requisiti sulla distribuzione dei pesi a bordo».



Ma nel caso in cui, causa tassi di riempimento, non fosse possibile garantire lo spazio di 1,5 metri da una persona all’altra, il requisito sufficiente rimane quello della mascherina. Le ragioni economiche hanno prevalso, ma le autorità nazionali possono comunque adottare misure più drastiche. Al momento, per esempio, in Italia viene imposto un distanziamento sociale a bordo di almeno un metro tra i passeggeri. E così sarà fino al 2 giugno. Dopo di che, è l’auspicio dell’amministratore delegato di Trieste Airport Marco Consalvo, «contiamo che si vada verso uno standard internazionale uniforme, perché altrimenti saremmo nel caos».

Le linee guida, oltre a consigliare di minimizzare il bagaglio a mano per agevolare l’imbarco, intervengono sulla questione della temperatura. Premesso che solo i passeggeri possono accedere al terminal, l’allarme scatta per i soggetti che hanno almeno 38 gradi al termoscanner (in Italia il limite è 37,5). Ma è anche richiesto da Easa e Ecdc di far compilare un’autocertificazione sullo stato di salute al momento del check-in online prima di ottenere la carta d’imbarco. Le compagnie, altro suggerimento, dovrebbero anche chiarire le conseguenze penali di una falsa dichiarazione. Chi è però già stato sottoposto ai controlli negli aeroporti Ue alla partenza dovrebbe essere esentato dal controllo allo sbarco. Non mancano le indicazioni su come salire e scendere. La chiamata deve iniziare dai passeggeri seduti a partire dall’ultima fila oppure da quelli lungo i finestrini, per poi proseguire con i centrali e, infine, con quelli con la poltrona sul lato corridoio. La fase di sbarco dovrà poi prevedere l’uscita ordinata, partendo dalle file più vicine alla porta.

A Ronchi si è intanto in attesa dell’incontro in videoconferenza di lunedì con Alitalia. La compagnia nazionale ha annunciato che dal 2 giugno aumenterà i voli rispetto al minimo toccato in maggio, con 30 rotte da 25 scali, 15 in Italia e 10 all’estero. Consalvo non si attende una ripartenza su Milano, ma almeno un volo al mattino su Roma è necessario, «anche se due sarebbe la soluzione migliore. Quel che è certo è che faremo un’offerta importante e su un triennio: Alitalia non si dovrà scordare della sua funzione sociale. I tempi per il primo decollo? Potremmo anticipare di qualche settimana, ma credo sarà difficile prima di metà luglio». Nessun dubbio, invece, sulla ripartenza a fine giugno con i collegamenti su Catania con Ryanair e Napoli con Volotea, nell’ambito di un “pacchetto” che prevede l’ampliamento dell’offerta estiva 2020. L’intesa ufficializzata in settimana riguarda l’avvio dei voli (due alla settimana fino a settembre) su Palermo (si parte il 3 luglio), Olbia e Lamezia Terme (6 luglio).

Per quanto riguarda Ryanair, oltre al Catania (23 giugno), sono in vendita anche Cagliari (2 luglio), Londra Stansted (2 luglio), Valencia (3 luglio) e Bari (1 agosto). A luglio le frequenze per l’Italia saranno due a settimana, come pure su Londra, mentre su Valencia ci si fermerà a una. Ad agosto si salirà però a tre per Londra e a due per Valencia. Solo il Malta resta in stand-by, con possibile ripartenza rinviata a settembre-ottobre. Trattative anche con Lufthansa, ma la ripresa del Monaco resta ancora in dubbio. —


 

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