Alloggi Ater sfitti da recuperare: parte il piano da 200 abitazioni

Individuate soluzioni accessibili in tempi brevi post lavori. La prima tranche da 50 unità a disposizione entro giugno

TRIESTE Duemila appartamenti vuoti sparsi in tutta la città. L’Ater di Trieste passa in rassegna il suo patrimonio di alloggi sfitti, controllando quali possono essere accessibili in tempi brevi, per dare risposta alle migliaia di domande presentate dai cittadini. Una perlustrazione condotta in questi mesi ha portato all’individuazione di circa 200 appartamenti facilmente recuperabili: una prima tranche di cinquanta abitazioni verrà riqualificata e messa a disposizione degli utenti entro giugno.

Uno degli appartamenti rinnovati. Foto di Massimo Silvano


Sono questi a grandi linee i contenuti principali del nuovo programma di recupero dell’esistente che il presidente di Ater Riccardo Novacco ha annunciato ieri in conferenza stampa, accompagnato dall’assessore regionale competente Graziano Pizzimenti e da Paola Sgai, consigliera d’amministrazione di Ater che si è fatta carico del lavoro perlustrativo.

La presentazione si è tenuta nel centro storico cittadino, dove sono state mostrate alcune delle abitazioni che verranno rese accessibili a breve. Ha spiegato Novacco: «Stiamo lavorando a questo progetto a pieno regime, nonostante la pandemia che ha portato il nostro centinaio di dipendenti a operare in smart working. L’Ater triestina ha circa 2 mila alloggi sfitti a fronte di 3400 domande l’anno in media. Finora riuscivamo a soddisfarne l’8-10%». Per questo motivo, ha proseguito il presidente, l’ente ha deciso di prendere in esame il gran numero di beni non impiegati.

A partire da metà aprile la consigliere Sgai, assistita dalla struttura tecnica, ha avviato i sopralluoghi - tutt’ora in corso - alle unità immobiliari sfitte per individuare quelle che potranno essere rimesse in locazione con interventi di costo contenuto. Gli esiti sono stati positivi, visto che una buona percentuale degli alloggi visitati possiede le caratteristiche ricercate. La scelta è ricaduta sulle unità abitative dislocate nelle parti della città in cui si concentrano le domande delle famiglie.

Sono in partenza i lavori per il primo gruppo di 50 appartamenti. Ogni intervento costerà fra i 2 mila e i 3 mila euro, per un totale di 250 mila euro. Ha commentato Novacco: «Si tratta di un primo passo, il programma poi prosegue con l’idea di ampliare il più possibile l’offerta. I sopralluoghi continueranno anche nei prossimi mesi in modo da poter consegnare all’utenza avente diritto il maggior numero di immobili possibile».

La consigliera Sgai ha posto l’accento sul peso che un’operazione simile può avere sull’affaticato comparto dell’edilizia e dell’impiantistica a Trieste: «L’iniziativa ha ricadute positive sia sui cittadini in attesa di un’abitazione, sia sull’economia locale, nella prospettiva di un coinvolgimento diretto di ditte e artigiani del territorio per l’esecuzione dei lavori di ripristino».

Per il momento, ha spiegato Novacco, Ater non riscontra cambiamenti nelle tariffe degli operatori del settore, rispetto al periodo pre-coronavirus: «Nessuna variazione. D’altra parte i rapporti con il settore sono buoni. Abbiamo avviato una serie di incontri con le categorie economiche del territorio che consentiranno di consolidare i rapporti collaborativi già esistenti e di trovare soluzioni comuni a tutte quelle problematiche che, ad oggi, hanno ostacolato gli interventi manutentivi e frenato l’offerta sovvenzionata». Ater Trieste gestisce un patrimonio di 13 mila alloggi, per i quali riceve quotidianamente una media di 60/80 chiamate al giorno. —


 

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