Coronavirus, il governatore del Fvg Massimilano Fedriga: «Chiudere prima degli altri ci ha salvato. I contagi negli ospizi? Gestione corretta»

Massimiliano Fedriga

L’analisi del presidente della Regione a pochi giorni dall’avvio della Fase 2. «Sono stato rigido all’inizio, ora chiedo di riaprire ma rispettando le regole. Nessun errore sulla nave ospedale a Trieste: i lavori già eseguiti sono una leggenda»

TRIESTE Rivendica la strategia del «chiudere presto per riaprire presto», fatta di ordinanze restrittive all’inizio e della recente battaglia sull’anticipazione della fase 2. È soddisfatto della reazione sanitaria del Friuli Venezia Giulia: «la migliore regione in Italia», dice, non trovando pecche nemmeno nella gestione triestina. Il presidente Massimiliano Fedriga fa il bilancio di tre mesi di emergenza e scruta l’orizzonte preoccupato, perché la crisi economica morderà e la Regione deve riscrivere la legge di bilancio con 700 milioni in meno.


Esiste un caso Trieste?


Non c’è dubbio che sia stata l’area con i maggiori contagi, ma è vero anche che il Fvg ha i dati più bassi di tutta Italia. Ogni morto è un dramma, ma Trieste è sotto la media nazionale.



Non c’è ancora soluzione per le case di riposo.

Molti anziani sono stati trasferiti in ospedale e cliniche private. Dovremmo festeggiare perché i numeri vanno meglio delle previsioni, ma qualcuno pare triste che le esigenze di ricollocamento poggino su cifre più contenute.

I dati regionali sono positivi. Com’è stata vinta la battaglia?

Grazie alla collaborazione di ogni cittadino, al grande senso di comunità che ha portato al rispetto convinto delle regole. E siamo l’unica Regione che ha chiuso prima di avere evidenza del primo contagio, anche se dicevano che avrei messo in ginocchio l’economia.



A Trieste si contano quattrocento contagiati nelle case di riposo, focolai in reparti ospedalieri e molti positivi tra sanitari e operatori delle residenze…

I contagi nei reparti sono avvenuti dappertutto e altrove si sono chiusi interi ospedali. A Medicina d’urgenza non c’è stata sottovalutazione ma un paziente con due falsi test negativi. Nelle case di riposo di Trieste i positivi sono il 31% del totale dei contagiati e in Italia sono il 54%.



Era necessario il balletto sulla nave? Chi pagherà i lavori di adeguamento?

L’Azienda sanitaria l’ha individuata come unico luogo sicuro. Tra autorizzazioni e preparazione del contratto è passato tempo e ho chiesto se c’era ancora bisogno, ma il quadro era cambiato. I lavori sono una leggenda: come soggetto attuatore non ho firmato alcun contratto.



Ha sempre detto che la decisione era dei tecnici, ma dice al governo che è la politica a dover decidere…

La politica non deve decidere dove ricoverare le persone, ma dire come l’economia deve riprendere. La contestazione al governo è sulle riaperture, non sui percorsi sanitari.

Ci sono stati ritardi nell’applicazione dei protocolli di prevenzione?

Le linee guida sono di Roma, come quelle sui tamponi: all’inizio dicevano di farli solo sui sintomatici venuti a contatto con un positivo. E ricorderà che sui dpi Roma ha scelto di fare un approvvigionamento nazionale, non fornendo poi le quantità necessarie. La Regione ha reperito l’87% dei dpi.

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All’Itis sono arrivati avvisi di garanzia per omicidio colposo…

Non entro nel merito di indagini, ma sono convinto che tutte le istituzioni coinvolte abbiano fatto il possibile in una situazione in cui si prendevano decisioni al buio.



Possibile che la Primula sia stata chiusa dai Nas, avendo ricevuto due mesi prima il via libera a operare da parte dell’Asugi?

Le autorizzazioni non dipendono dalla Regione, ma passano per l’Azienda.



Soddisfatto del lavoro dell’Azienda?

Ha operato al massimo e i dati ne sono testimonianza.

A emergenza finita dovrete applicare la riforma sanitaria: cosa insegna l’epidemia?

Una riflessione sulle case di riposo sarà necessaria per avere più sicurezza, ma anche le case di riposo piccole hanno fatto il massimo. La sanità territoriale dovrà poi trovare rafforzamento.

Pensa di garantire una gratifica al personale della sanità?

È doveroso dal punto di vista morale.

A lei la conduzione del confronto con Roma, a Riccardi la gestione sanitaria. Come giudica il lavoro del vicepresidente?

Meno male che c’è stato Riccardo, sempre sul pezzo. Il confronto è stato costante, ma lui ha seguito la parte operativa. Io invece quella politica, su cui ci sarà un lavoro ancora lungo.

Fvg, Veneto e Lombardia. Qual è il modello leghista di gestione dell’epidemia?

In Lombardia e Veneto sono scoppiati focolai in casa e non so chi avrebbe fatto meglio. Oggi il Fvg è la regione migliore in assoluto, perché ci siamo mossi per tempo e non abbiamo avuti focolai.



Parte la fase 2. Preoccupa una seconda ondata?

Sono stato rigido nella fase 1. Oggi chiedo di aprire, ma non di alleggerire misure comportamentali, che qui sono più stringenti. C’è da riattivare il comparto economico, contemperando le esigenze sanitarie.

Non c’è troppo entusiasmo in giro?

Le regole vanno rispettate: la noncuranza rischia di inficiare il lavoro svolto per tornare alla vita normale. Il comportamento di ognuno è fondamentale: mascherine, distanze di sicurezza, evitare affollamenti e igienizzazione delle mani.



Il sistema che deve fare?

Potenziare il rintraccio dei positivi. Siamo la terza regione per tamponi effettuati e ci stiamo potenziando. Da lunedì sarà attiva la nuova macchina a Trieste e vorrei acquistarne altre.

L’app per il tracciamento che fine ha fatto?

La nostra è ferma per decisione del governo. Aspettiamo Immuni con fiducia, sperando che arrivi.

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È stato giusto riaprire senza differenze fra territori?

In Lombardia e Piemonte non hanno aperto quanto noi. Ogni governatore si è sulla situazione.

La mobilità regionale è un rischio? E quando riaprire i confini con Slovenia e Austria?

Quella tra regioni non è un rischio se si rispettano le regole. Per i confini non dipende dalla Regione, ma Austria e Slovenia sono territori poco colpiti e non vedrei problemi.

Nel frattempo è ripresa la rotta balcanica…

Arrivano persone che fanno lunghi viaggi per paesi con sistemi sanitari deboli. Non ci rende tranquilli. L’arrivo di immigrati irregolari è ancor più grave oggi. Dico al governo che non esistono mediazioni e che servono riammissioni immediate in Slovenia.

Che ne pensa dei corridoi turistici?

Accordi del genere sono la negazione dell’Europa che ci hanno raccontato. I numeri dei contagi di altri paesi sono paragonabili all’Italia: inaccettabile utilizzare il virus per fare dumping sul turismo.



Com’è andata la battaglia con Roma sul commercio? È lei il grande tessitore?

Dopo aver visto le linee Inail che di fatto impedivano le riaperture, le Regioni si sono mosse. Merito di tutti e non mi prendo meriti, anche se la proposta di un documento unitario sul minimo comun denominatore delle ordinanze di riapertura è mia.

Le Regioni diventano motore delle decisioni?

I governatori hanno polso del territorio e fanno quindi proposte concrete.

Riapre volentieri le domeniche?

Rivedrei la legge sul commercio, ma non posso usare l’ordinanza per tener chiuso.



La crisi economica incombe…

Vedo una situazione molto difficile, a livello regionale forse di più viste le prospettive dell’ultimo decreto del governo. Vogliono chiudere le regioni e togliere diritti ai cittadini. Sforano tutti i vincoli di bilancio, ma ci continuano a chiedere il contributo straordinario. Annullano l’Irap e non coprono il buco, che costerà 80 milioni al Fvg.

Ha lanciato la battaglia per l’azzeramento dei patti finanziari e raccolto l’appoggio dell’opposizione.

Abbiamo dimostrato senso di comunità per una battaglia essenziale. Si mette a repentaglio l’intero Fvg e sono pessimista: il neocentralismo provocherà tagli a sanità e servizi sociali. La crisi Covid genererà minori entrate per 700 milioni quest’anno, proprio quanto vale il contributo straordinario.

Come riscriverà il bilancio?

Domani (oggi, ndr) incontrerò le delegazioni di maggioranza e opposizione per mettermi in discussione. La riscrittura richiederà più di un mese. Serve sangue freddo e guardare avanti: spero possa farlo tutto il Consiglio insieme.

Sempre dell’idea di rifiutare Mes e Recovery Fund?

La scelta è del governo, ma quando ci chiederanno indietro le risorse e non le avremo? Stiamo aprendo a qualcuno che dall’esterno dirà cosa dobbiamo fare in Italia, come in Grecia.

Rilancimpresa è stata ritirata. Quali sono le linee strategiche per l’economia e come giudica l’azione del governo?

Abbiamo lavorato sui Confidi, dato aiuto sugli affitti, dimezzato le tasse locali alle imprese e previsto risorse a fondo perduto: un impegno da oltre 60 milioni, più quello delle finanziarie regionali. Ma è insufficiente. Alcune misure del governo sono buone ma senza visione generale. Serviva un anno bianco fiscale: non puoi pagare su quello che non hai incassato.

La Lega cala nei sondaggi e Fdi sale. È preoccupato?

I sondaggi ci davano al 35% e ho sempre predicato prudenza. Oggi faccio lo stesso e se un alleato guadagna voti sono contento. Siamo il primo partito, aspettiamo le elezioni.

Si dice che la leadership di Salvini abbia un momento di appannamento nella Lega. Zaia è il volto concreto del Carroccio?

Salvini è leader indiscusso. Zaia dimostra capacità di governo sul territorio ed è un valore aggiunto.

Un recente sondaggio la dà a livelli alti di gradimento…

I sondaggi restano tali, ma sono contento si apprezzi l’operato dell’amministrazione e spero di essere ancora all’altezza.

Era il caso di spendere soldi della Regione per commissionare la rilevazione?

Sono sondaggi per capire la corrispondenza sull’azione di governo. Strumenti utili per fare le scelte. Li commissionano tutte le amministrazioni. —
 

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