Val Rosandra, sì al “piano regolatore” con 52 idee di sviluppo

Una splendida panoramica della Riserva naturale regionale della Val Rosandra

Spiccano nell’agenda il restyling della stazione di Draga, il rilancio dell’area di Bottazzo e il recupero delle ghiacciaie

SAN DORLIGO DELLA VALLE. Un Piano ricco di 52 idee-progetto, che vanno dal recupero delle ghiacciaie al rilancio di Bottazzo, dalla ristrutturazione della vecchia stazione ferroviaria di Draga Sant’Elia alla valorizzazione della fonte Oppia e della rocca di Moccò.

Le idee-progetto verranno suddivise nell’ambito di tre filoni: ambientale, primario, turistico. Il primo guarderà alla predisposizione di misure per la conservazione della flora e della fauna autoctone, il secondo allo sviluppo agricolo e forestale, il terzo alla promozione del territorio.


Dopo una dozzina d’anni di attesa, la Val Rosandra ha finalmente un proprio Piano di conservazione e sviluppo. Lo ha approvato ieri mattina, all’unanimità, il Consiglio comunale di San Dorligo della Valle, riunitosi online per la prima volta nella sua storia. A illustrarlo è stato l’assessore per l’Ambiente e il Territorio, Davide Stokovac: «Nella redazione del Piano – ha detto l’esponente dell’Unione Slovena – abbiamo tratto spunto dai principi contenuti nell’Agenda 21, il programma scaturito dalla conferenza Onu su ambiente e sviluppo del 1992, che costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta. I nostri obiettivi infatti – ha aggiunto – sono quelli di garantire la conservazione di un bene preziosissimo, come la Val Rosandra, coniugandola con uno sviluppo compatibile e rispettoso dell’ambiente. Va precisato – ha sottolineato Stokovac – che alla realizzazione del Piano hanno contribuito numerosi soggetti portatori d’interesse, dai privati alle associazioni locali, alle Comunelle. Inoltre va ricordato che buona parte dell’area della Valle rientra nell’ambito di queste ultime».

L’assessore ha poi sottolineato che il Piano ricade anche nell’ambito del sistema “Natura 2000”, «il principale strumento della politica dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica – ha aggiunto – istituita ai sensi della Direttiva “Habitat”, che ha l’obiettivo di garantire il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari».

In sostanza, l’assemblea di San Dorligo della Valle ha dotato la Val Rosandra di una sorta di Piano regolatore ambientale.

«Abbiamo previsto una divisione in zone – ha ripreso Stokovac – perché ogni singola area avrà una propria funzione nel contesto generale. Si tratterà di predisporre le misure atte a difendere la flora e la fauna tipiche della valle dalle invasioni di elementi che le sono estranei – ha evidenziato – di assicurare la manutenzione dei prati, favorendo, soprattutto nella parte alta del versante che sale verso San Lorenzo, le attività di coltivazione del terreno, di dotare l’intera area della necessaria segnaletica per agevolare l’arrivo di turisti e visitatori».

In questa prospettiva, sono state individuate tre zone: la Rn, che sarà caratterizzata dalla massima tutela naturalistica, e che riguarderà per esempio la Gola del torrente Rosandra; la Rg, nella quale la difesa dell’ambiente andrà fatta convivere con le attività agricole; la Rp, che ospiterà le strutture funzionali alla Riserva, come le strade e gli accessi.

Idee chiare anche per quanto riguarda i finanziamenti: «Siamo aperti a interventi sia pubblici, sia privati, sia misti – ha concluso Stokovac – ma contiamo soprattutto sui progetti europei. Fondamentale era avere pronti nel cassetto i 52 progetti da sottoporre a chiunque sia seriamente interessato a realizzarli».

Il sindaco, Sandy Klun, si è detto «molto soddisfatto per l’approvazione del Piano, che ha visto unite le forze della maggioranza e quelle di opposizione, a conferma che questo documento rappresenta una svolta per il nostro territorio». —


 

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