Normalità e ricerca di un nuovo cammino

La cosiddetta normalità è qualcosa che va costruita, bisogna lavorarci su e alle volte con fatica. Non è una condizione che si possa dare per scontata

Da quando c’è stata la fine delle misure restrittive rigide non si è fatto altro che parlare del ritorno alla normalità. Ho apprezzato tutti gli interventi a sostegno di questa nuova fase. Quello che ho trovato più simpatico era il messaggio a corredo della pubblicità di una automobile, che non parla di ritorno alla normalità ma di ripartenza: geniale. Quando anche i pubblicitari cercano di sostenere le difficoltà delle persone, o di una società intera, direi che possiamo ritenerci in una botte di ferro.

Ad ogni modo sento parlare di normalità e di un ritorno alla normalità, questo è uno di quei messaggi che ritengo fuorviante e forse pericoloso. La cosiddetta normalità è qualcosa che va costruita, bisogna lavorarci su e alle volte con fatica. Non è una condizione che si possa dare per scontata, e per di più ritengo che non si possa parlare di normalità come di un ritorno alla vita precedente, dobbiamo costruire una nuova normalità fatta di abitudini nuove, fatta di accorgimenti e azioni nuove.


La nuova normalità è fatta anche di opportunità nuove, di possibilità che prima non erano nemmeno pensabili. La grande difficoltà sta nel fatto che una volta fuori dalla porta bisogna rimettersi in gioco e questo è tutt’altro che facile ma forse dovremmo cogliere anche la portata delle possibili novità, non solo ridare senso e profondità alle vecchie abitudini. Quindi rimettiamoci in cammino per costruire una nuova normalità sempre tutti assieme come eravamo tutti insieme nelle case. —



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