Addio a griglie e orchestre: il Fvg si rassegna a un’estate senza sagre

Una passata edizione della vetrina delle tipicità del Fvg a Villa Manin

Troppi rischi e vincoli da rispettare: le Pro loco sono costrette ad alzare bandiera bianca. Decine gli eventi cancellati  fino ad agosto, con diverse "vittime" eccellenti. «Ma l’impegno sul territorio resta» (Testi di Marco Ballico, Speciale a cura di Elisa Lenarduzzi)

TRIESTE Era stato un inizio d’anno trionfale con la consegna a fine gennaio in Senato del marchio nazionale “Sagra di qualità” assegnato dall’Unpli, Unione nazionale Pro loco d’Italia, alla Fiera enologica di Buttrio e alle sagre del vino di Casarsa, degli asparagi di Tavagnacco e di Vilegnove di San Daniele: piatto tipico i tagliolini al prosciutto crudo. E invece è poi arrivato l’incubo del coronavirus, qualcuno ha cercato di rinviare la resa posticipando le date, ma ha dovuto infine prendere atto di un percorso troppo a ostacoli e ha cancellato tutto. Nel mondo cambiato dal Covid-19 vivremo un’estate senza costa e salsiccia, pesca di beneficenza e orchestrine.

impossibile garantire le misure di sicurezza nei grandi eventi

I numeri

La stima è di 300 sagre tra quella già saltate e quelle che salteranno durante l’estate in Friuli Venezia Giulia, il periodo in cui l’agenda è piena. Una buona parte, in sostanza, di un calendario di circa 450 eventi all’anno. Un centinaio si potrebbero salvare se il coronavirus sparisse in fretta e se, per questo, si riuscisse a vedere il ritorno alla normalità in tempi più brevi del previsto, in modo da poter programmare almeno gli appuntamenti di settembre e ottobre. Ma le stime si fanno anche a livello Paese. Secondo l’Unione nazionale Pro loco, il coronavirus ha spazzato via fra i 30 e i 40 mila eventi organizzati in Italia, a partire dal Carnevale fino alle tipiche sagre estive, colpendo una rete di 6.300 associazioni locali che senza il sostegno economico del governo avranno grandi difficoltà a riorganizzare un programma di iniziative di promozione e valorizzazione dei territori.

La convivenza impossibile

A giugno e luglio sarà impossibile far convivere l’esigenza della sicurezza sanitaria con eventi che favoriscono, per la loro natura sociale, gli assembramenti. Valter Pezzarini, presidente dell’Unpli Fvg, non può che guardare più avanti, a fine estate e inizio autunno, quando un’epidemia evaporata, chissà, potrà forse lasciare spazio a qualche iniziativa con il pubblico. «Prematuro fare previsioni - osserva -, ma non ci piangiamo addosso. Dal consiglio direttivo riunito in videoconferenza è emersa la condivisione di come sia fondamentale il fatto che, in sicurezza quando possibile, riparta per primo il mondo produttivo, similmente a quanto accaduto in occasione del terremoto del 1976. Poi sarà la volta di ragionare su come sostenere il nostro mondo, anche attraverso il dialogo con la Regione che non è mai mancato in queste settimane».

Difficoltà insormontabili

Un esempio concreto di difficoltà organizzative insormontabili arriva da Pozzuolo, lì dove si sarebbe svolta, dal 24 luglio al 2 agosto, la ventiquattresima edizione della sagra dello struzzo. È di questi giorni la decisione del consiglio direttivo locale di annullare la manifestazione di fronte alle incertezze permanenti sulla diffusione del contagio, con la contestuale necessità di dare invece certezze, al momento impossibili, ai fornitori: dagli allevamenti ai complessi musicali. Senza trascurare la questione normativa sulle attività di somministrazione di cibo e bevande nella fase 2, con l’obbligo di misure di prevenzione e distanziamento sociale che avrebbero ridotto pesantemente l’accoglienza. A parità di strutture e tavoli si sarebbe passati da 800 a 230 posti a sedere, con inevitabile squilibrio dei conti economici, a meno di non intervenire in maniera rilevante sui listini prezzi, cioè scaricando il peso sulle famiglie. Un esempio, tra i tanti, del perché si preferisce rinviare le sagre al prossimo anno anziché tenere in piedi appuntamenti che perderebbero il loro spirito.



Lo stesso motivo per cui si è evitato di percorrere la strada del “take away”, soluzione che non garantirebbe più di tanto la sicurezza e che diventerebbe pure un’azione concorrenziale nei confronti di altre attività economiche. «Ci sono ristoratori e famiglie – ricorda il presidente dell’Unpli Fvg – che vivono con la vendita delle loro pietanze. Solo ora, dopo due mesi di ricavi azzerati e costi inalterati, possono riaprire ed è senz’altro preferibile sostenerli con gli acquisti. Prima è fondamentale il recupero del tessuto produttivo, poi ci sarà tempo di tornare a organizzare sagre».

Un movimento che non si ferma

C’è amarezza, certo, ma nessun piagnisteo. Pezzarini sottolinea anche il lavoro del comitato regionale svolto durante il “lockdown”, con il supporto alle 233 associazioni aderenti (20 mila soci, 1.500 eventi all’anno) e agli 11 consorzi attraverso smart working e collegamenti telematici, mentre le stesse Pro loco si sono attivate nella formazione su normative del terzo settore, Siae, questioni assicurative.



Il messaggio è quello di un movimento che non si è fermato: «Siamo parte attiva delle comunità, soprattutto nelle realtà, numerose specialmente in montagna, poco abitate e in cui i volontari delle nostre associazioni, nei giorni di maggiore emergenza, hanno dato aiuto ai Comuni e alle Protezione civile portando la spesa a casa di chi non poteva uscire, pulendo i cimiteri, sistemando sentieri, parchi e aree naturali, ma anche provvedendo a versare fondi propri a strutture sanitarie o alla stessa Pc, dimostrando un grande senso di vicinanza e di solidarietà».

Le vittime eccellenti

Quand’era ancora tutto indefinito, il nemico invisibile non si era svelato e il “lockdown” era solo un’ipotesi, una delle prime sagre del 2020 ha cercato di resistere. I promotori della Festa della renga di Tamai di Brugnera (4-15 marzo) hanno creato le condizioni per il distanziamento sociale, ma hanno infine dovuto chiudere i battenti. Come poi molti altri. Già a inizio marzo, del resto, il comitato dell’Unpli Fvg aveva comunicato alle Pro loco aderenti di annullare almeno per un mese eventi e riunioni al chiuso, uno stop diventato ben più lungo.

A ora risultano dunque saltate tutte le sagre di primavera e quelle di inizio estate, compresi Sapori Pro loco e i grandi appuntamenti del vino a Bertiolo, Buttrio e Casarsa, ma sono ovviamente in bilico anche quelli di agosto.

La tradizionale Sagra dei Osei di Sacile, che quest’anno è fissata il 5-6 settembre, non ha invece ancora alzato bandiera bianca: il buon andamento della curva dei contagi potrebbe salvare l’edizione numero 747. Nella maggior parte dei casi, però, già si guarda al 2021.

A Buttrio, nel primo fine settimana di giugno, si sarebbe svolta l’88.a sagra del vino, ma la Pro loco Buri, evitando di occupare date di altre manifestazioni, ha rimandato tutto all’anno prossimo. «Abbiamo avvisato via lettera volontari, enti, istituzioni, sponsor e collaboratori sempre al nostro fianco, ringraziandoli e dando loro quello che è soltanto un arrivederci al prossimo anno – spiega il presidente Emilio Bardus –. Anche se abbiamo la speranza che la situazione sanitaria migliori, organizzare una manifestazione come la nostra avrebbe comportato un intenso lavoro preparatorio. Da qui la scelta del rinvio». Stessa situazione a Bertiolo, dove era in programma da metà marzo la 71.a Festa del vino, con tanto di degustazione del concorso Bertiul Tal Friuli. Ma sono anche state sospese, tra l’altro, Aria di Festa a San Daniele, le feste degli asparagi a Fossalon e Tavagnacco, del vino a Monfalcone, dei frutti di bosco a Forni Avoltri. Niente da fare pure per Piazza in fiore, l’evento della primavera di San Vito al Tagliamento che quest’anno avrebbe compiuto i 40 anni.

Web e ricordi social

C’è però chi ha reagito sul web. Sapori Pro loco 2020, la vetrina delle tipicità del Fvg organizzata dal comitato regionale dell’Unpli il 16-17 maggio e dal 22 al 24 maggio, è diventata virtuale, con invito agli appassionati sulla pagina Facebook dove sono stati pubblicati video e fotografie delle più belle edizioni del passato. «In attesa dell'edizione 2021 – commenta il presidente Valter Pezzarini – facciamo un viaggio tra i ricordi».

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E così anche per la sagra del vino di Casarsa. Per colmare il vuoto causato dall’annullamento della manifestazione rimandata al 2021, la pagina Fb ha ospitato le foto storiche, con oltre 100 mila utenti che hanno seguito il percorso della memoria. «Un modo per tenere vivo uno dei più bei periodi dell’anno per i casarsesi – osserva il presidente della Pro loco Antonio Tesolin – con i tanti volontari al lavoro, le associazioni impegnate nei chioschi, i colori del luna park, il buon vino, la musica e le vie del paese affollate e festose». —