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Trieste, cordata di associazioni consegna al Comune una serie di proposte per la mobilità post-Covid

Una raccolta di proposte seguite elaborate assieme a un sondaggio che ha coinvolto quasi 700 triestini: "Il 43% dice che userà meno i mezzi pubblici. Esiste il rischio di un forte aumento del traffico"

TRIESTE Nove associazioni unite hanno consegnato al Comune una serie di proposte per la mobilità alternativa nella fase post-Covid. Un piano accompagnato da un sondaggio che ha coinvolto quasi 700 persone, il 43% delle quali afferma che userà meno i mezzi pubblici nella Fase2. Un dato che i redattori del Piano per la Mobilità urbana posto Covid definiscono "preoccupante": "In assenza di un piano è prevedibile un forte aumento del traffico a Trieste".

Andiamo con ordine. Dopo dieci giorni di raccolta dati si è concluso il percorso di progettazione partecipata per la definizione di una proposta per un Piano per la Mobilità Urbana Post Covid lanciato dalle associazioni Tryeste, FIAB, UISP, Legambiente, Fridays For Future, Bora.La, Zeno, Link e Spiz. La fase partecipativa è durata dal 2 al 12 maggio.

Spiegano gli autori: "In questo periodo è stata predisposta una pagina web per chiedere un contributo di idee per delineare azioni che possano promuovere, la mobilità a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Quattro sono state le modalità in cui singoli e gruppi hanno potuto lasciare suggerimenti e idee: rispondendo ad un questionario relativo alle abitudini di spostamento pre e post-covid, commentando e suggerendo integrazioni ad un documento tecnico predisposto dalle associazioni proponenti, aggiungendo su una mappa interattiva suggerimenti relativi a interventi puntuali da realizzare sulle strade e sugli spazi urbani di Trieste ed infine anche inviando contributi più articolati via mail".

La pagina web ha avuto 4000 accessi, 684 persone hanno risposto al questionario e sono arrivate più di 300 proposte. Dal 13 al 17 maggio un comitato tecnico composto da alcuni membri delle associazioni proponenti ha predisposto un documento di sintesi con proposte di veloce attuazione per un Piano Emergenziale per la Mobilità Urbana Post-Covid che è stato spedito ieri - lunedì 18 maggio - al sindaco Roberto Dipiazza, all’assessore all'Urbanistica Luisa Polli e a tutto il Consiglio Comunale.

Il piano è suddiviso in 4 aree di intervento per contrastare l’aumento del traffico e promuovere forme di mobilità attiva: pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico e mobility management. Nello specifico il piano prevede ampliamento degli spazi pedonali per dirottare su questa forma di mobilità gli spostamenti urbani inferiori a 3 chilometri. Tra gli interventi previsti l’allargamento dei marciapiedi che hanno una dimensione inferiore al metro e mezzo, la rimozione dei parcheggi dalle Rive e un Porto Vecchio car free, corridoi verdi che colleghino i diversi quartieri della città con particolare attenzione alle periferie.

Il piano con tutte le proposte e i dati del questionario si può scaricare a questo link mentre il portale è accessibile a questo link

Quanto al questionario, questo è ciò che emerge dalle 684 persone hanno risposto al questionario: il 43% dei rispondenti dichiara che si muoverà meno con il trasporto pubblico locale. Scrivono gli autori dello studio: "Questo vorrà dire, in assenza di un piano, un forte aumento del traffico a Trieste nei prossimi mesi, in particolare da settembre in poi, con tutte le conseguenti ricadute negative: perdite di tempo, di competitività della città, più smog e particolato nell’aria e relative patologie correlate, più rumore e stress".

Ma a questo dato se ne aggiungono altri positivi: 33% dei rispondenti dichiara che si muoverà maggiormente a piedi rispetto a quanto era solito fare prima dello scoppio della pandemia e 42% dei rispondenti dichiara che utilizzerà maggiormente la bicicletta per recarsi al lavoro, nel luogo di studio o in generale per i propri spostamenti quotidiani. Questa la conclusione delle associazioni: "Dati che mostrano un forte potenziale di mobilità attiva finora inespresso e che potrebbero e dovrebbero colmare le perdite del trasporto pubblico. Per cogliere questa opportunità si dovrebbero dare quanto prima delle risposte in termini di scelte urbanistiche rendendo il muoversi a piedi ed in bicicletta più comodo, piacevole e sicuro attraverso la realizzazione di infrastrutture dedicate".

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