L’Università di Trieste ottiene l’ex Ospedale militare con il ritorno del Narodni Dom agli sloveni

Per la Scuola interpreti il “Gregoretti 2” dal Comune. All’Agenzia del Demanio gli edifici di via Economo 4 e via Manzoni 16

TRIESTE Attorno alla restituzione del Narodni Dom (ex Hotel Balkan) si svolgerà un girotondo di edifici a Trieste con protagonisti l’Agenzia del Demanio, l’Università degli studi, il Comune di Trieste e le organizzazioni della minoranza slovena. A dare il via al girotondo è il Ministero dell’Interno con una lettera d’intenti inviata nei giorni scorsi a tutti i soggetti coinvolti inclusi la Regione e il Prefetto di Trieste. A firmarla è il capo dipartimento Michele di Bari per conto del sottosegretario agli Interni Achille Variati. «Quest’amministrazione sta coordinando - si legge - gli sforzi per realizzare la completa restituzione alla minoranza linguistica slovena dell’edificio di via Filzi 9 a Trieste, già denominato Narodni Dom e sede della casa di cultura slovena fino ai tragici eventi del luglio 1920». Ovvero il brutale incendio dell’Hotel Balkan da parte dei fascisti.

Per il prossimo 13 luglio è stata già fissata la simbolica cerimonia di restituzione alla presenza dei due capi di Stato di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Borut Pahor. Una consegna solamente virtuale, dal momento che le tempistiche per il girotondo di edifici si annunciano piuttosto complesse e dureranno qualche anno. Il Narodni Dom, edificio disegnato da Max Fabiani, attualmente è sede della Scuola Interpreti dell’ateneo triestino. «L’iniziativa - spiega di Bari - muove dalla necessità di trasferire in altra sede la Scuola interpreti, istituto universitario che ora vi è allocato, e di compensare l’Università degli studi di Trieste, che ne è proprietaria, della perdita dell’immobile, iscritto al patrimonio per circa 9,5 milioni di euro».


Il girotondo parte così con il trasferimento a titolo gratuito al Demanio di Stato del Narodni Dom e di due edifici universitari (l’ex sede del Dipartimento di Scienze della vita di via Manzoni 16 e l’ex sede del Dipartimento di Storia di via Economo 4). Il Comune di Trieste si impegna, se richiesto, a cambiare la destinazione d’uso dei due immobili universitari. Il girotondo prosegue con il trasferimento, sempre a titolo gratuito, all’Università di Trieste dell’ex Ospedale militare già in uso come casa dello studente. E continua con la concessione gratuita da parte del Comune di Trieste all’Università dell’immobile “Gregoretti 2” (situato in via Paolo de Ralli all’interno del Parco di San Giovanni, l’ex Opp) per il trasferimento della Scuola per interpreti. Spetterà al ministero dell’Università e della ricerca (Miur) stanziare le risorse necessarie ai lavori di ristrutturazione del “Gregoretti 2” (l’ex Padiglione A del manicomio di San Giovanni).

L’edificio, attualmente in stato di abbandono e pessime condizioni, è stato ereditato dal Comune di Trieste dall’Uti giuliana che l’aveva preso in carico dalla defunta Provincia di Trieste che, ironia della sorte, voleva trasformarlo nel 2008 in una casa dello studente. Il girotondo terminerà con l’Agenzia del Demanio che assegnerà l’interno Narodni Dom all’Unione culturale economica slovena (Skgz) e alla Confederazione delle organizzazioni slovene (Ssso). Nell’attesa del trasferimento definitivo della Scuola interpreti, l’Università potrebbe mettere a disposizione della minoranza slovena alcuni locali del piano terra del Narodni Dom. Il girotondo durerà alcuni anni e potrà arrivare a compimento solo se tutte le azioni saranno portate a termine. L’incognita maggiore riguarda gli atti del Comune che dovranno passare al vaglio del Consiglio comunale. In questo caso c’è il rischio di finire “tutti giù per terra”. —


 

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