Bambino con il kitesurf a Marina Julia. Sbattuto dal vento sulle protezioni

Arrivato da Grado con la famiglia è stato trasportato all’ospedale di Cattinara e poi al Burlo per le ferite riportate allo zigomo

MONFALCONE È stata una questione di secondi, non era pronto per salire e posizionarsi sulla tavola, in fase di operazioni preliminari. All’improvviso la vela ha preso potenza, gonfiata da una raffica di vento tale da trascinare sullo specchio acqueo il piccolo kitesurfista che era agganciato al trapezio. Il bambino, 9 anni e mezzo, di Grado, è finito contro la barriera che delimita l’area dedicata alla partenza dei kitesurf ferendosi al volto. È stato trasferito all’ospedale di Cattinara, affidato al reparto maxillo-facciale, quindi consegnato sempre a Trieste al Burlo Garofolo per controlli. Il suo stato di salute, è stato riferito, è buono, il bambino ha riportato due tagli tra la bocca e lo zigomo.



È accaduto domenica pomeriggio, nella spiaggia di Marina Julia antistante la scuola di kitesurf, gestita dall’Associazione Kitelife Grado, che ha in uso il corridoio d’uscita concesso dal Comune di Monfalcone. È stato talmente repentino da sfuggire alla comprensione di come effettivamente sia avvenuta la perdita di controllo dell’aquilone che acquistando potenza ha fatto perdere l’equilibrio al bambino trascinandolo in acqua. Evidente la grande paura dei familiari, i genitori e il nonno, esperto in questa disciplina, che hanno visto il piccolo “strappato” e gettato in mare sotto i loro occhi. È stata la mamma ad accompagnare il figlio, assieme al nonno. Il bambino, con la sua vivacità e la passione per il kitesurfing, con entusiasmo voleva riprendere a solcare le onde, impaziente dopo i due mesi di forzato allontanamento dalla spiaggia associata alla sua pratica sportiva preferita. Con l’attrezzatura, facendo scorrere i 25 metri di cavi, avevano raggiunto la riva, iniziando la preparazione per la partenza, il piccolo kitesurfista, indossato il caschetto, s’era agganciato al trapezio. La mamma a tenere la vela, il nonno a fianco del bambino. Finché l’aquilone, sfuggito di mano alla donna, s’è “imbizzarrito” prendendo potenza e il ragazzino, ancora a terra, s’è trovato contro la barriera di protezione.



Scenario suggestivo, domenica, la spiaggia animata nelle more allentate dell’emergenza da Covid. Una serenità turbata dall’evento, con l’arrivo dell’ambulanza e le attività di soccorso. Il bambino, comprensibilmente spaventato, è stato preso in carico dai sanitari. Ha poi ripreso la tranquillità, sempre cosciente e lucido. Fosse stato per lui non avrebbe voluto andare in ospedale. Al Cattinara è stata eseguita anche la Tac, che ha escluso eventuali lesioni. Al Burlo sono stati effettuati ulteriori controlli. La mamma ieri, sollevata dalle buone condizioni del figlio, ha spiegato: «È successo tutto rapidamente, è arrivata una forte raffica di vento.

Il bambino è rimasto ferito allo zigomo, non ha subito altri traumi. Per fortuna è andato tutto bene. Anche se è praticante, sa gestire la vela e la tavola. Da 4 anni segue questa disciplina, al Centro estivo sportivo». In spiaggia c’erano gli istruttori del Kitelife Grado, il presidente dell’associazione Giovanni Baldassi e Gianfranco Crivellari. L’area del kitesurf domenica era di libero accesso, la scuola non è ancora attiva e gli stabilimenti balneari erano chiusi, in allestimento. «Quando è accaduto stavo indossando la tuta per fare attività – ha raccontato Baldassi –. Conosciamo il bambino, ha seguito le nostre lezioni. È scivolato, forse la mamma ha perso il contatto con la vela che stava tenendo e il vento ha fatto il resto. Il bambino era comunque tranquillo. Sono piccoli incidenti che possono capitare. Il kitesurf rimane uno sport sicuro, per il quale sono previste specifiche procedure e manovre».—

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