In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Lorenzo aveva trovato lavoro poco prima del lockdown

Cormons attonita per la morte del cuoco precipitato sabato mattina da un tetto. Il 25enne sarebbe tornato in cucina questa settimana in un locale di Gradisca

2 minuti di lettura

CORMONS A causa del lockdown imposto dall’emergenza coronavirus, come quasi tutti, era fermo da due mesi, ma Lorenzo Gribaudo sarebbe tornato al lavoro in questi giorni. Il ristorante di Gradisca nel quale era assunto come cuoco avrebbe riaperto i battenti proprio questa settimana: Lorenzo sarebbe stato dietro ai fornelli de “Alla Corte” di via Ciotti. Avrebbe preparato i suoi piatti, quelli che erano sempre molto apprezzati dalla clientela, ma la tragedia di sabato mattina ha messo fine alla vicenda umana e professionale del venticinquenne cormonese.

La cittadina collinare è ancora attonita dopo il dramma avvenuto poco prima delle 13, quando Gribaudo è precipitato dal tetto della casa adiacente a quella del padre, nella centralissima via Duomo. Ma il dolore che, subito dopo la diffusione della notizia della morte del giovane, ha pervaso l’intera comunità di Cormons, è condiviso anche dalla cittadina dove Lorenzo lavorava non da molto, ma dove aveva già saputo farsi volere bene dopo aver vissuto diverse esperienze professionali anche all’estero. «Era uno chef molto in gamba, che sapeva fare bene il proprio lavoro», racconta distrutto un amico di famiglia. E a tracciarne un ricordo è la mamma Mirella, comprensibilmente sconvolta: «Lorenzo era un ragazzo solare, aveva tanti amici ed era molto sensibile: una persona stupenda, che si è sempre preoccupato della sorella ed era molto disponibile in casa e con tutti. Aveva iniziato a lavorare al ristorante “Alla Corte” di Gradisca pochi giorni prima che scoppiasse l’emergenza del coronavirus, a causa della quale l’attività si è dovuto fermare».

Intanto sulla dinamica esatta della tragica caduta di Lorenzo dal tetto dell’edificio di via Duomo adiacente all’abitazione del padre, stanno conducendo le indagini i carabinieri della stazione di Cormons.

Enorme, in città, il cordoglio per l’improvvisa morte del giovane, che amava il mondo della cucina (si era preparato studiando all’Isis Stringher, all’Isis Pertini di Grado e al CiviForm di Cividale) ma anche quello degli scacchi, tanto da laurearsi campione provinciale scolastico durante gli anni delle elementari. Il dolore della città è stato rappresentato fin dai momenti successivi al tragico evento dal sindaco Roberto Felcaro, che ha manifestato la vicinanza di tutti i cormonesi alla famiglia Gribaudo. Lo stesso primo cittadino, assieme agli assessori Russiani e Falato, è stato tra i primi ad accorrere sul luogo del dramma in via Duomo sabato, sperando, come i tanti cittadini che si sono affacciati dalle proprie case o che sono giunti sul posto, in un lieto fine che purtroppo non è arrivato. Non è bastato infatti lo sforzo dei sanitari che hanno cercato per un’ora di rianimare Lorenzo. E nella tragedia c’è stato anche lo choc vissuto dalla donna, una pensionata residente in un palazzo distante una decina di metri dalla casa dei Gribaudo, che ha assistito casualmente dalla finestra della propria abitazione al momento esatto in cui Lorenzo è precipitato a terra da una decina di metri circa di altezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I commenti dei lettori