In treno a Venezia in un’ora e un quarto: la linea veloce sarà pronta nel 2031

Ecco il piano di Rfi che accelera i tempi soprattutto sulla tratta Ronchi-Mestre. Variante di 23 chilometri in galleria sul Carso

TRIESTE Da un minimo di 7 a un massimo di 20 minuti. È il risparmio temporale che Rete Ferroviaria Italiana ha prospettato alla Regione nell’ambito del progetto di potenziamento e velocizzazione del collegamento ferroviario Trieste-Venezia, un’operazione da 1,8 miliardi, la metà dei quali per la Ronchi-Aurisina, con attivazione prevista nel 2031 e variante di 23 chilometri in Carso, quasi totalmente in galleria. La simulazione presentata a Palazzo in videoaudizione dai tecnici della società statale parte dalla situazione attuale per i treni a lunga percorrenza, un viaggio che dura 1 ora e 34 minuti da Trieste a Venezia-Mestre e che verrebbe ridotto di 7 minuti con lavori di potenziamento tecnologico, di 10 minuti con l’aggiunta della velocizzazione e di 16-20 minuti appunto con la variante di Ronchi-Aurisina.

In quest’ultimo scenario, spesi tutti i 1.800 milioni (di cui, al momento, risultano stanziati non più di 200), ci si metterebbe tra i 15 e i 19 minuti per arrivare a Ronchi e altri 59 fino a Mestre. Un totale di 1 ora e 14 minuti, meno di adesso, ma comunque non quell’ora di tempo o poco più che era stata prospettata dall’ad di Rfi Maurizio Gentile nel 2015, al via del progetto. Se il risparmio per quel che riguarda i treni regionali è di poco meno di 3 minuti rispetto a oggi (da 1 ora 10 minuti 33 secondi a 1 ora 7 minuti 40 secondi), è proprio la Ronchi-Mestre il collegamento in cui i lavori consentirebbero di migliorare decisamente il servizio per quel riguarda invece i mezzi ad alta velocità. Tra l’altro con costi molto inferiori, attorno a 800 milioni tra potenziamento tecnologico, soppressione di 23 passaggi a livello e le varianti di tracciato a Portogruaro, Latisana e sul fiume Isonzo. A cantieri chiusi, un treno no stop in partenza da Trieste Airport, con velocità fino a 200 chilometri orari (non la Tav, in sostanza) fermerebbe a Mestre dopo 42 minuti con il potenziamento tecnologico della linea e dopo 38 nel caso in cui si aggiungessero opere di velocizzazione, 11 minuti meno dei 49 minuti attuali.


I tempi di realizzazione? L’agenda di Rfi parla del 2023-24 per il potenziamento, del 2023-26 per l’eliminazione dei passaggi a livello e il nuovo Posto di movimento a San Donà di Piave, del 2029 per le tre varianti. Con il solo potenziamento, spiega Rfi, aumenterebbe la capacità della linea del 25% con riduzione del distanziamento treni da 8 a 6 minuti e garanzia di una cadenza di un treno regionale veloce, uno lento e uno ad alta velocità no stop all’ora. Quanto alla velocità si passerebbe da 150 a 200 km/h nei tratti di linea che presentano già un tracciato in rettifilo. Se poi si guarda anche alla variante Ronchi-Aurisina, già ritornata al centro del dibattito politico, ma che in realtà pare non volere nessuno, Rfi informa intanto che «sarà redatto un nuovo progetto di fattibilità tecnica economica sulla scorta degli esiti della Via del 2003 e del 2016 del progetto Av Ronchi-Trieste». Già disponibile inoltre «uno studio di fattibilità di un collegamento tra Trieste Airport e la stazione di Aurisina, che prevede un’interconnessione con l’attuale linea Aurisina-Bivio di Aurisina, per arrivare a Trieste centrale attraverso la linea storica». —


 

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