Chersicla e Trieste Settanta prorogate al 23 agosto

La mostra “Bruno Chersicla. Teatro d’Europa”a Palazzo Gopcevich è dedicata al ventennale del mega-graffito realizzato nel marzo del 2000 in piazza Unità ed entrato nel Guinness dei primati come il dipinto più grande del mondo

Il Municipio, in vista delle riaperture di lunedì18 maggio, rivede le date delle esposizioni già allestite e bloccate per oltre due mesi a Palazzo Gopcevich e al Revoltella

TRIESTE Il coronavirus allunga le mostre. Nell’attesa che lunedì 18 maggio riaprano musei e biblioteche (come previsto dall’ultimo dpcm) l’amministrazione comunale ha deciso in anticipo il differimento a domenica 23 agosto della data di chiusura delle due esposizione allestite a Palazzo Gopcevich e al Museo Revoltella. Una scelta obbligata visto che in pochi sono riusciti a vederle a seguito della chiusura anticipata determinata dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Il caso più assurdo è quello della mostra “Bruno Chersicla. Trieste Teatro d’Europa”, allestita nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich, che avrebbe dovuto chiudere i battenti il 13 aprile e che di fatto non è stata neppure inaugurata visto che il 5 marzo, giorno della vernice, erano già in vigore le prime restrizioni governative.



L’altra mostra è “Trieste Settanta. Arte e sperimentazione”, aperta dal 30 gennaio nella Sala Scarpa del Museo Revoltella. La rassegna sulla produzione artistica della Trieste degli anni Settanta, curata dalla direttrice dei musei Laura Carlini Fanfogna e da Lorenzo Michelli, si sarebbe dovuta chiudere il 2 giugno, festa della Repubblica. E, invece, avrà un differimento di due mesi e mezzo.

L'apertura al pubblico di entrambe le mostre comunali è stata interrotta ufficialmente l’8 marzo a causa della misure adottate per arginare la pandemia. Oltre due mesi di black out. Nel caso dello sfortunato Chersicla si è trattato di un black out quasi totale visto che la mostra, aperta appunto il 6 marzo, è rimasta visitabile praticamente per soli due giorni.



Il differimento della data di chiusura costerà alla casse comunale solo mille euro (la spesa è relativa alla copertura assicurativa delle opere esposte): 600 euro per “Trieste Settanta” e 400 euro per “Bruno Chersicla”. Niente rispetto ai costi di curatela e di allestimento delle due esposizioni.

La mostra “Trieste Settanta. Arte e sperimentazione” allestita al Museo Revoltella


Per la realizzazione della mostra “Trieste Settanta. Arte e sperimentazione” sono stati stanziati 35 mila euro tra curatela tecnica e scientifica (11.940 euro a Lorenzo Michelli) e servizio di allestimento (20.313 euro alla ditta Teknik di Udine). La mostra raccoglie un cospicuo numero di opere degli anni Settanta provenienti dalle collezioni museali e da collezioni private degli artisti protagonisti delle sperimentazioni di quegli anni. Per la realizzazione della mostra “Bruno Chersicla.

Trieste teatro d’Europa” sono stati stanziati 10 mila euro per l’allestimento, la grafica, i materiali e la produzione di un filmato. Le opere in mostra sono invece custodite dai Civici musei e messe a disposizione dagli eredi e da alcuni amici dell’artista. L’obiettivo era quello di realizzare una mostra-omaggio dedicata a Chersicla, nella ricorrenza del ventennale (che cadeva proprio nel mese di marzo 2020) del mega-graffito dedicato a Trieste e al mito di Europa, realizzato in piazza Unità e entrato nel Guinness dei primati quale dipinto più grande del mondo.



Per entrambe le mostre, ovviamente, la riapertura al pubblico potrà essere attuata in relazione alle nuove linee guida dettate dal governo per l’accesso ai musei. Si potranno visitare quindi a turno, con mascherina indossata e adeguato distanziamento sociale.—




 

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