Agenti uccisi a Trieste, un esercito di psichiatri per la perizia a Meran

Una serie di fotogrammi tratta dal video dell’agghiacciante corsa di Merano dentro la Questura di Trieste

Undici gli specialisti scelti tra gip, pm, difesa e parti offese: dovranno stabilire se il killer era capace di intendere e volere

TRIESTE Sarà un pool di specialisti a occuparsi della perizia psichiatrica di Alejandro Augusto Stephan Meran, il 29enne dominicano che lo scorso 4 ottobre ha ucciso in Questura i due giovani agenti di Polizia MatteoDemenego e Pierluigi Rotta. Nell’udienza di ieri, svoltasi con la “formula” dell’incidente probatorio, il gip Massimo Tomassini ha conferito l’incarico a tre periti: Mario Novello, Ariadna Baez e Gaetano Savarese. Nominati anche i consulenti di parte: due per la Procura (il fascicolo d’indagine è in mano al pm Federica Riolino), tre per la difesa (tra cui il professor Giuseppe Sartori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova) e tre per le parti offese, cioè i parenti delle vittime. Erano stati i legali di Meran, Paolo Bevilacqua del Foro di Gorizia e Francesco Zacheo del Foro di Lecce, ad avanzare la richiesta di incidente probatorio.



Nell’udienza di ieri erano presenti pure gli avvocati dei familiari dei due agenti deceduti (Cristina Birolla e Rachele Nicolin) e di uno dei poliziotti feriti quel giorno, l’avvocato Roberto Mantello. Meran, infatti, deve anche rispondere di sette tentati omicidi nei confronti degli altri agenti contro cui ha sparato all’impazzata.

Il collegio di psichiatri è chiamato a stabilire se il dominicano, quel 4 ottobre, era capace di intendere e di volere. Andrà anche accertata la sua pericolosità sociale e la capacità di partecipare coscientemente a un processo. Le procedure inizieranno il 3 giugno al Dipartimento di salute mentale di Trieste; gli esperti, poi, avranno 60 giorni di tempo per completare il lavoro. Un’attività resa inevitabilmente più gravosa dall’emergenza Covid in corso e che, fin qui, ha impedito anche agli avvocati della difesa di incontrare personalmente Meran, detenuto nel carcere di Verona.



La prossima udienza è in programma il 21 settembre. L’esito della perizia, nel contradditorio delle parti, avrà valore di prova nel processo. Le indagini preliminari, intanto, stanno per concludersi. Il pm Riolino, dal canto suo, ha già depositato la perizia di parte effettuata dai propri consulenti.

La difesa (ieri era presente solo l’avvocato Bevilacqua), nel frattempo, ha già raccolto materiale sul passato psichiatrico del killer, riferito agli episodi di cui Meran si era reso protagonista in Germania. A ciò si aggiunge la documentazione sul comportamento instabile e violento tenuto dallo straniero durante la detenzione al Coroneo di Trieste.

Di qui il trasferimento nel carcere speciale di Verona, dove però la situazione è peggiorata, tanto da costringere i sanitari ad applicare sul dominicano quattro “Tso”, i trattamenti sanitari obbligatori, nel giro di poco tempo. I medici avevano evidenziato problemi di “agitazione psicomotoria” e un “pensiero persecutorio”. Il paziente era convinto di avere poteri psicofisici straordinari. Le condizioni si sono poi stabilizzate, rendendo possibile il ritorno in cella seppur in un regime di osservazione psichiatrica.—


 

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