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Nuova bestemmia nel fuori onda. L’aula online di Trieste colleziona figuracce

Avvertita un’imprecazione durante l’appello. Ignoto il responsabile. Panteca: «Attenti al microfono» 

TRIESTE Le videoconferenze del Consiglio comunale di Trieste fan volare un’altra bestemmia. Dopo il caso di qualche settimana fa, in cui una consiglierà apostrofò in malo modo la Madonna, ieri un altro eletto ha tirato in ballo nientemeno che Nostro Signore in diretta.

Trieste, seconda bestemmia in Consiglio comunale



L’identità del bestemmiatore in questo caso, però, è sconosciuta. Il tutto avviene durante l’appello: gli uffici hanno appena finito di chiamare il capogruppo della Lista Dipiazza Vincenzo Rescigno, senza aver ottenuto risposta, passando poi al leghista Francesco Bettio, che subito fa risuonare il suo «presente». Un attimo dopo una voce fuoricampo borbotta, sommessa ma ferma, l’espressione più comune nel largo ventaglio di blasfemie offerto dal vernacolo italico. Il primo indiziato, un po’ per la tempistica un po’ per il suono della voce, è proprio il consigliere Rescigno, che però nega con i media: «Non fa parte delle mie abitudini bestemmiare, e se fossi stato io avrei chiesto perdono», dice.



Il presidente Francesco Panteca a quel punto chiede «con umiltà» ai consiglieri di «prestare attenzione al microfono, così che non si senta quel che diciamo involontariamente». Il povero presidente è tirato ancora in ballo poco dopo, quando la consigliera dei Cittadini Maria Teresa Bassa Poropat gli chiede di tirare le orecchie al consigliere del misto Fabio Tuiach, che sta seguendo la diretta a petto nudo. Il pugile si scusa: «Non credevo di avere la telecamera accesa».

Ma non di solo colore vive il Consiglio: il punto politico principale di ieri rimanda la nave per i degenti anziani, per cui rimandiamo all’apposito articolo nelle pagine dedicate al tema. Basti dire che ha portato l’opposizione a lasciare l’aula.



Prima che questo avvenisse, però, l’aula ha comunque affrontato diverse mozioni.

Una di queste, presentata dal forzista Andrea Cavazzini e dal dipiazzista Marco Gabrielli (e cofirmata dai capigruppo di maggioranza) chiede al Comune di istituire un “custode dei giardini” che vigili sul rispetto delle norme anticontagio. Il vicesindaco Paolo Polidori la fa propria come raccomandazione, poi spiega alla stampa: «Un custode è un costo, ma a partire da domani (oggi, ndr) manderemo le guardie giurate a fare dei controlli nei giardini pubblici e a Barcola. Non con funzione repressiva, ma di vigilanza e avviso».

Approvata anche una mozione del centrosinistra, primo firmatario il dem Giovanni Barbo (sottoscritta da Pd, Cittadini, Italia Viva, Open Fvg) in vista degli eventi estivi, che chiede al Comune di individuare i siti all’aperto in cui svolgere eventi, di ricorrere alla piattaforma join.trieste.it (varata dalla giunta Cosolini) per permettere la fruizioni online, e di costituire un coordinamento degli operatori dello spettacolo.

Vede infine la luce anche una mozione ormai leggendaria, il testo del forzista Bruno Marini sulla necessità di disinfestare dai topi piazza Unità e dintorni. Il documento era in lista d’attesa dall’ormai lontano 2018, e viene fatto proprio dalla giunta, emendato da Sabrina Morena di Open Fvg che ne estende la validità a tutta la città. L’assessore alla zoofilia Michele Lobianco l’accoglie e spiega: «Si sta facendo molto, ci sono oltre 1.800 trappole piazzate e le segnalazioni sono in netto calo».

Dopodiché è lo stesso Marini a chiedere la sospensione della seduta, poiché «visto che l’opposizione è uscita e dobbiamo trattare anche i loro testi, è una questione di correttezza». —


 

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