Coronavirus, a Trieste nave-ospedale sempre più incagliata: per il piano B spunta la pista Cattinara

La nave Gnv Allegra

In giornata viene dato per certo lo stop. Ma a sera Fedriga smentisce il dietrofront. «I ritardi? Asugi ci deve fornire altri dati»

TRIESTE Sono sempre più insistenti le voci sullo stop alla trattativa per la nave ospedale. Fonti interne all’Azienda sanitaria e alla Direzione centrale Salute raccontano di un accordo definitivamente saltato, ma il governatore Massimiliano Fedriga smentisce ed evidenzia che l’ennesima impasse è dovuta alla necessità di un supplemento di documentazione richiesto dalla Protezione civile nazionale, evidentemente perplessa dalla soluzione e dai suoi costi.



E che la strada sia sempre più in salita lo dimostra il fatto che i vertici dell’Asugi stiano pensando di trasferire parte degli anziani delle case di riposo a Cattinara, convertendo i reparti di terapia intensiva e subintensiva al dodicesimo e tredicesimo piano dell’ospedale.



Il destino del traghetto Allegra diventa un rebus insolvibile. Da più parti, nel corso della giornata, arriva la notizia che l’accordo tra Regione e società armatrice è saltato, nonostante la nave sia stata individuata da settimane da Regione e Asugi come la struttura necessaria per ospitare 168 anziani provenienti dalle residenze colpite dal Covid-19. Nel tardo pomeriggio la giunta smentisce però che la decisione sia stata cancellata, davanti alla contrarietà non solo delle opposizioni ma anche di una parte del centrodestra triestino.



È lo stesso Fedriga a chiarire di aver «chiesto all’Azienda sanitaria di fornire nuovi dati, come sollecitato dal capo della Protezione civile Borrelli, per poter procedere. Bisogna, infatti, provvedere alla comparazione delle diverse soluzioni, dei costi e della sicurezza». Un altro giro di valzer di documenti, nonostante la gestione commissariale abbia dato via libera alla spesa ormai parecchi giorni fa. Ma, come evidenzia il governatore, «rispetto alle informazioni ricevute inizialmente è passato del tempo ed era necessario un aggiornamento: non ci siamo fermati, ma per i tempi bisogna chiedere all’Azienda sanitaria».



Prima che cominciasse a circolare la notizia della marcia indietro, il presidente aveva detto ai giornalisti di aver «garantito le risorse» e di aver «chiesto un approfondimento ad Asugi per quanto comunicatomi dal Commissario di governo (il prefetto Valerio Valenti, ndr), perché non agisco in qualità di presidente di Regione ma di soggetto attuatore», incaricato cioè di firmare il contratto con Gnv per conto della Protezione civile nazionale. Ma proprio questi continui rinvii stanno generando irritazione nella società armatrice, che ha tra l’altro avviato i primi lavori di trasformazione del traghetto dopo aver accettato a malincuore un accordo di massima fino a fine luglio e non per i sei mesi inizialmente pattuiti.


Nei giorni scorsi le polemiche e il dibattito si erano intensificati, con dure critiche dal centrosinistra e contrarietà anche da esponenti del centrodestra. Lo stesso vicepresidente Riccardo Riccardi aveva dichiarato in un’intervista alla trasmissione Tv7 che «non è una scelta che ho fatto io e non mi convince, però non posso discutere il parere dei professionisti». La nave ospedale è diventata un nodo gordiano e l’Azienda sanitaria sta apprestando possibili alternative, che il piano inizialmente presentato dal direttore Antonio Poggiana non prevedeva. Fra queste, c’è anche l’ipotesi di servirsi dei due piani di Cattinara ripristinati per ospitare un’ottantina di posti letto per terapia intensiva e subintensiva, che oggi sono fortunatamente in buona parte liberi visto lo scemare dell’emergenza. I due piani potrebbero ospitare metà degli anziani inizialmente destinati alla Gnv Allegra e altri dovrebbero essere trasferiti nelle rsa Mademar, Igea e Casa Verde.

Per il consigliere regionale Pd Francesco Russo, «manca ancora l’ufficialità ma la nave lazzaretto non arriverà a Trieste. Ha vinto il buonsenso, ha perso chi ha pensato di poter fare scelte ingiuste sulla pelle dei nostri anziani». Sul fronte opposto, la deputata forzista Sandra Savino riconosce che «la nave è un’immagine forte, che stringe il cuore. Ma se le valutazioni effettuate sulla base delle migliori conoscenze tecniche diranno che è la soluzione migliore, la politica non potrà che prenderne atto. Non si tratta di schierarsi con la Regione o con Trieste, ma di proseguire sulla strada dell’ascolto dei comitati scientifici».—


 

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