Trieste, boom di domande per Ricrestate. Il Comune cerca spazi e risorse 

Bambini che si divertono durante Ricrestate

Sono oltre 700 le richieste d’iscrizione in più rispetto al 2019. L'amministrazione attende istruzioni da Roma

TRIESTE Boom di richieste per il servizio di Ricrestate: oltre 700 in più rispetto allo scorso anno. Lievissima flessione invece per i centri estivi. Questo il quadro dopo la chiusura dei termini per la presentazione delle domande di iscrizione al Comune di Trieste. E intanto i genitori attendono con ansia lo sviluppo della situazione legata all’emergenza sanitaria in atto: molti lavoreranno durante l’estate e l’esigenza di un posto sicuro dove lasciare i propri figli è sempre più pressante.

L’assessore comunale all’Educazione Angela Brandi assicura che sarà fatto tutto il possibile per aiutare le famiglie, ma mancano ancora le linee guida del governo sulla gestione di questi spazi, oltre a nuove risorse, per coprire i costi che saranno superiori al passato, proprio alla luce della situazione di emergenza, che vedrà l’introduzione di specifiche misure di sicurezza.

«Abbiamo ricevuto 1.294 domande per i centri estivi, contro le 1.312 del 2019, per i Ricrestate sono 3.058, rispetto alle 2.314 dell’anno prima. Molti genitori hanno chiesto più turni, anche perché nell’incertezza generale intanto hanno effettuato la prenotazione – spiega Brandi – ma al momento non sappiamo se e come potremo accontentare questa grande richiesta. L’indirizzo generale è quello di dare la precedenza ai genitori che, entrambi, lavorano. Ma le incognite sono ancora tante. Mancano le linee guida in termini di salute, che attendiamo probabilmente nel prossimo decreto, e poi auspico che arrivi un aiuto economico. Il Comune di Trieste ha le risorse per avviare il servizio, ma non per accontentare tutti. Perché sarà necessario incrementare le strutture, per distribuire al meglio i bambini, considerando il distanziamento e la divisione in gruppetti più piccoli rispetto agli anni scorsi. E servirà implementare il personale: si parla non più di un rapporto di un educatore per sei bambini, ma di uno ogni tre».



Nel frattempo si stanno valutando le varie strutture cittadine dotate di ampi spazi esterni, per far godere ai piccoli la bella stagione, ma che siano in grado anche di contenere tutti in caso di maltempo. «Attendiamo anche i dettagli sulle procedure obbligatorie per la tutela della salute – prosegue Brandi – che riguarderanno la gestione degli spazi, e, ad esempio, anche quella dei pasti, che pare dovranno essere confezionati e con determinate caratteristiche, tali da non creare condivisione, con procedure specifiche anche sullo smaltimento. Ci saranno poi sicuramente mascherine, guanti e altre protezioni da acquistare. Siamo quindi in una fase di attesa – ribadisce l’assessore –. Puntiamo a sostenere il più possibile le esigenze delle famiglie, ma solo con disposizioni chiare e con un aiuto dal governo riusciremo ad accontentare le tante domande pervenute».



Intanto i genitori aspettano di capire come poter gestire i bimbi nei prossimi mesi. Molti sono rientrati al lavoro, altri lo faranno a breve, e in tanti casi non ci saranno ferie a disposizione in estate. Dove possibile i nonni restano la prima scelta, anche per risparmiare, ma i centri estivi e Ricrestate, come raccontano mamme e papà, rappresentano per i bimbi pure la possibilità di tornare a giocare all’aria aperta insieme ai coetanei dopo i mesi di chiusura in casa, lontani da amici e compagni di scuola. —


 

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