Coronavirus, tornano gli assembramenti nelle strade della movida: a Trieste scatta la stretta sui controlli

Persone in cavana sabato pomeriggio (Bruni)

Da Cavana alla zona di Ponterosso: tante le segnalazioni di gruppetti di giovani appostati davanti a bar e locali. Venerdì sera blitz dei Carabinieri in via Torino concluso con 5 sanzioni  

TRIESTE Capannelli di persone, spesso con calici in mano e mascherine abbassate, nelle zone della movida di Trieste: da via Torino a via dei Capitelli fino a piazza Ponterosso. Sono numerose le segnalazioni di assembramenti vicini a bar ed enoteche arrivate in questi giorni alle forze dell’ordine. Le stesse che si preparano quindi ad intensificare i controlli proprio nelle aree a maggior concentrazione di locali.

Gente a passeggio in Cavana (Bruni)

Perché, evidentemente, nonostante gli appelli i triestini - specie i più giovani - sembrano voler tornare quanto prima allo stile di vita pre emergenza, come testimoniano anche le tantissime persone a passeggio ieri.



Un episodio movimentato è avvenuto anche venerdì sera nella zona di via Torino, dove i Carabinieri sono intervenuti a seguito di alcune segnalazioni che denunciavano la presenza di numerose persone all’esterno di un bar. Cinque alla fine i multati, di cui uno denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale.



Quanto alle sanzioni complessive, il report quotidiano parla di 21 cittadini colpiti a fronte dei 763 controllati venerdì scorso a Trieste. In totale in regione sono state verificate 3.291 persone, di cui 69 poi multate. I dati fanno riferimento all’attività delle forze dell’ordine resi noti da Prefettura e Questura di Trieste e comprensivi di tutti i controlli svolti da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Sul fronte delle attività commerciali, sempre venerdì, ne sono state controllate 1.506 di cui 200 a Trieste. Una sola sanzione elevata a un locale commerciale in Friuli. Non risultano invece denunce per false autocertificazioni o violazione dell’obbligo della quarantena mentre per altri reati extra covid-19 le denunce sono 21 in Friuli Venezia Giulia di cui 11 a Trieste.

Nella giornata di sabato 9 maggio, invece, i controlli regionali hanno interessato 3.120 persone, con 75 sanzioni e 6 denunce per altri reati. A Trieste le multe sono state 23 a fronte di 680 controlli.



I numeri dunque restituiscono un quadro generalmente tranquillo nel quale si inserisce però, ora, un nuovo elemento di preoccupazione: appunto la tendenza di giovani e giovanissimi a volersi riappropriare delle zone del tradizionale divertimento serale e notturno. Ci si incontra davanti al bar preferito, si comprano lì birre o calici di vino e, complici anche le temperature miti, ci si ferma poi a sorseggiarli come ne niente fosse nelle vicinanza.



Le autorità ricordano però che non è possibile consumare all’esterno dei bar o stazionare nelle vicinanze per lunghi periodi anche rispettando il distanziamento e indossando mascherine o dispositivi per coprire naso e bocca. L’obiettivo è riuscire a mantenere basso il numero delle sanzioni - le multe partono da 400 euro, 280 se pagate entro 30 giorni - e per questo viene rinnovato l’appello alla cittadinanza, in particolare ai più giovani, a mantenere un comportamento responsabile visto che l’epidemia non è ancora superata.



Un invito in questo senso arriva anche dai residenti delle zone del centro. Marina Della Torre, di Trieste vivibile, chiede di tenere alta la soglia dell’attenzione anche ora che la fase dell’emergenza è superata: «Siamo preoccupati di una possibile ripresa della movida nella zona di via Torino. Vogliamo che tutti tornino a lavorare, ma serve responsabilità al fine anche di evitare il ripetersi dei disagi del passato».



Alcune segnalazioni arrivano dalla zona di piazza Ponterosso, Lorella Francarli del comitato di zona parla però di una situazione tranquilla. «Non ci sembra vera questa assenza di schiamazzi. Siamo preoccupati però dal rischio della chiusura definitiva di negozi di prestigio». —



 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi