Soggetti in entrata e soggetti in uscita

Mi son guardato allo specchio pochi giorni fa. A parte i capelli molto più lunghi, la domanda che mi sono fatto è stata questa: sono lo stesso che è entrato all’inizio della chiusura a causa del Covid? Certo per certe cose sono lo stesso, ma forse non sono proprio uguale. Mi chiedo cosa ho perso e cosa ho guadagnato. E, ancora più in profondità, come ho gestito tutta questa esperienza?

Mi son guardato allo specchio pochi giorni fa. A parte i capelli molto più lunghi, la domanda che mi sono fatto è stata questa: sono lo stesso che è entrato all’inizio della chiusura a causa del Covid? Certo per certe cose sono lo stesso, ma forse non sono proprio uguale. Mi chiedo cosa ho perso e cosa ho guadagnato. E, ancora più in profondità, come ho gestito tutta questa esperienza?

È risaputo che lo stesso evento può essere percepito come traumatico da qualcuno e come una risorsa da altri, e questo dipende da quelle caratteristiche personali e soggettive che ognuno ha nel profondo. Dunque come mi sono posto nei confronti di tutte le limitazioni?

Che ne è stato di tutti i problemi che avevo precedentemente? Sono accadute molte cose, dilatazione del tempo, bombardamento di notizie, divieti a cui non ero abituato, desideri che ho dovuto mettere da parte, incertezza sul futuro, necessità imposta di pensare solo ai bisogni primari e via avanti; ripeto, ognuno ha il suo bagaglio di vissuti. Cosa me ne son fatto alla fin fine.

Ebbene è una domanda che vi giro. Il soggetto in entrata non è mai uguale a quelli che se ne esce. Soggetto poi è un’altra parolina interessante, ha a che fare con l’essere soggetto a/da qualcosa. Come sono adesso? —

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